Cartoline da Federnotizie

La redazione di Federnotizie, prossima alle vacanze, vi augura buona estate con queste cartoline, spedite da luoghi non sempre conosciuti da tutti, ma che stanno nel cuore dei redattori. Con la speranza che possano diventare un utile spunto per le vostre vacanze. Arrivederci a settembre.

Ferrere

Orobicon at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Ferrere o Ferriere (CN)

Ferrere è una minuscola frazione del comune di Argentera, situata nell’Alta Valle Stura a circa 1900 m. s.l.m. Rimasta disabitata a partire dagli anni ’60, è stata in seguito riportata in vita dai villeggianti che attualmente vi abitano durante il periodo estivo in quanto d’inverno la strada è bloccata dalla neve. Vi sono un rifugio (“Becchi Rossi”), una chiesa, due campanili di cui uno diroccato, un cimitero, un piccolo museo etnografico (la “Mizoun dal countrabandìer”, che testimonia la dura vita del contrabbandiere, figura molto diffusa nelle terre di confine) e un vecchio forno che viene acceso solo durante la festa del patrono (San Giacomo, il 25 luglio). Luogo imperdibile per gli amanti del trekking, Ferrere è il punto di partenza di alcuni dei più suggestivi itinerari escursionistici della zona, tra cui la bassa di Colombart, il colle del Puriac, il monte Enciastraia, la Rocca dei Tre Vescovi, i Becchi Rossi, il colle del Ferro e i laghi di Vens con il bellissimo rifugio.

Spedita da Marco Borio

Oasi Zegna

Oasi Zegna (BI)

L’Oasi Zegna è una grande area naturalistica ad accesso libero in provincia di Biella. Le sue origini risalgono agli anni Trenta del Novecento, quando l’imprenditore Ermenegildo Zegna, fondatore della impresa tessile che porta il suo nome, si dedicò a valorizzare e a dare nuova vita al territorio circostante. Il progetto ha comportato la riforestazione delle pendici della montagna con conifere, rododendri e ortensie e la costruzione di una strada panoramica per consentire sia alla popolazione locale che ai turisti di godere dell’ambiente naturale montano. L’area conta una trentina di sentieri da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo. I sentieri sono generalmente facili e adatti alle famiglie. All’interno dell’area è possibile acquistare e gustare prodotti tipici della zona. Dal 2014 l’Oasi Zegna ha ottenuto il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano.

Spedita da Michele Laffranchi

Verezzi (GE)

Verezzi (SV)

Il comune è Borgio Verezzi: in realtà la cartolina è spedita da Verezzi, minuscolo borgo, 200 metri sul livello del mare, nella riviera ligure di ponente. Le case sono minuscole, in calcare rosa: da ogni parte sbucano il rosmarino, il timo e il ginepro, ma sui profumi prevale il colore intenso della bouganville. Le borgate sono collegate da stradine lastricate con ciottoli: delle vere crêuze. La struttura urbanistica ed edilizia è incredibilmente intatta. Chiese, chiesine, edicole votive e lavatoi in ogni angolo. La più bella è Sant’Agostino, che incornicia la piazzetta omonima ove ogni anno, dal 1967, si svolge il festival del teatro. Teatro all’aperto, colto e magico, sospeso tra cielo e mare con sullo sfondo l’isola Gallinara. E se ancora non siete sazi di bellezza a pochi minuti c’è Finalborgo.

Spedita da Clementina Binacchi

Santa Maria Ligure

Santuario di Montallegro (GE)

Per chi questa estate voglia andare a trovare amici milanesi a “Santa”, geograficamente Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova, e, in difficoltà per la folla e le ridotte spiagge divorate dal cemento, a pochi chilometri dalla vicina Rapallo parte un sentiero che con circa 600 metri di dislivello (un’ora e mezza di cammino dolce o sette minuti di una deliziosa funivia in funzione dagli anni trenta) conduce al Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Da fuori una incantevole vista, un altrettanto delizioso posto di ristoro, e, all’interno del Santuario, per chi ama navigare, e quindi ha il giusto timore del mare, una serie di ex voto di marinai di cui la Liguria è sempre stata madre.

Spedita da Domenico Cambareri

Uschione Lottano

Uschione-Lottano (SO)

Giunti alla fine di un sentiero asfaltato, circondato da rocce imponenti e a tratti cupe, a Prata Camportaccio, poco prima di Chiavenna, una inaspettata deviazione che toglie ogni senso di claustrofobia. Una ventata di ossigeno immediata, un luogo di meditazione. L’imponenza delle vette cede di fronte al piccolo borgo che si è fatto spazio su di un ampio terrazzo affacciato sulla Val Bragaglia e sulla Città di Chiavenna. I boschi di castagni e le rocce di serpentino rossastre e quasi sulfuree si raccolgono intorno alla chiesetta seicentesca e alle piccole baite in pietra ollare e legno dall’aspetto dimesso. Un autentico paesino di mezza montagna che nella sua estrema semplicità riconcilia con la natura. Per gli amanti del trekking e dell’arrampicata, il rifugio Uschione è luogo ideale per riposare e condividere una esperienza gastronomica, in compagnia di ottimo vino rosso valtellinese e pizzoccheri. Le più belle stellate di sempre. Un ritorno all’essenziale.

Spedita da Beatrice Maria Ratti di Desio Levi

Il naviglio di Paderno, lungo il fiume Adda (LC)

Il naviglio di Paderno, lungo il fiume Adda (LC)

Parte dal ponte di Paderno, un gioiello in ferro di archeologia industriale, quel breve e scosceso tratto del Fiume Adda, che Leonardo da Vinci pensò di far affiancare da un canale artificiale di chiuse e conche per rendere navigabile il percorso tra il lago di Como e Milano. Un luogo di natura potente, che fa da sfondo alla leonardesca Vergine delle rocce e che l’uomo, fallito il tentativo di aprire alla navigazione, ha addomesticato alla produzione di energia elettrica, costruendo due centrali, la Bertini e la Esterle, vere e proprie cattedrali industriali in stile liberty, esempi di bellezza funzionale che troppo poco seguito hanno avuto.

Spedita da Arrigo Roveda

Torrazzo di Cremona

Il Torrazzo di Cremona

Simbolo della città, situato vicino alla cattedrale di Santa Maria Assunta, è un campanile, ci accompagna in un viaggio nel passato, facendo cogliere l’ineludibile scorrere del tempo. Risalente al 1200-1300 circa, è una delle torri campanarie medievali più alte d’Europa ed al suo interno si trovano esclusivi elementi di misurazione del tempo, come uno dei più grandi orologi astronomici al mondo ed il pendolo di Foucault. Nel museo verticale, presente all’interno del campanile, è possibile vedere, in uno spaccato di vera ingegneria, quadranti, ingranaggi, molle, ruote dentate, bilancieri e lancette di svariati orologi che, oltre a documentare la storia della misurazione del tempo, incantano magicamente il visitatore con il loro incessante ticchettio. Terminata la visita, forte e profonda rimane al visitatore una riflessione: tutta la vita è scandita dal passare del tempo. Ricordiamoci sempre che il tempo è la cosa più importante che abbiamo, più preziosa di tutto, anche dello stesso denaro. Godiamoci il tempo con intelligenza e non lasciamo che ci scivoli via.

Spedita da Daniela Riva

Maguzzano

Maguzzano (BS)

Maguzzano è una minuscola frazione di Lonato, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. L’Abbazia è un luogo mistico dove si possono ammirare bellissimi scorci del lago e al suo interno vi è un magnifico chiostro. La Chiesa di Santa Maria Assunta, in stile rinascimentale e barocco è un vero capolavoro di decori perfettamente conservati e ospita nell’abside la Pala dell’Assunta, opera di Alessandro Bonvicino detto il Moretto. Un posto magico dove il tempo sembra essersi fermato, con i pomeriggi d’estate che non finiscono mai e i paesaggi pieni di luce.

Spedita da Chiara Grazioli

Libreria Acqua Alta

Libreria Acqua Alta (Venezia)

Con mia moglie abbiamo una regola aurea che cerchiamo di rispettare più possibile: si va a Venezia almeno una volta all’anno. E se si va a Venezia, non si può non fare un salto alla Libreria Acqua Alta, che accoglie dentro barche, vasche da bagno e gondole decine di migliaia di libri usati: una gioia per gli occhi, una piacevole sofferenza per il portafogli. Per quanto ci ripromettiamo “Stavolta niente libreria”, ci ricaschiamo ogni volta. Senza alcun rammarico. Un posto magico.

Spedita da Giovanni De Marchi

Sistiana - Duino Aurisina (Trieste)

Twice25& Rinina25, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Sistiana – Duino Aurisina (TS)

Rainer Maria Rilke, cui è dedicato il sentiero che collega Sistiana a Duino, ne trasse ispirazione per le sue liriche ma anche il viandante sulla strada per Trieste non potrà che essere rapito dalla vista del Castello a picco sul mare costruito sulle rovine di un avamposto romano, che domina il borgo. Al Castello è legata la leggenda della Dama Bianca, una donna dal cuore puro e dai nobili sentimenti che il suo sposo, il malvagio signore del maniero, attirò una notte con l’inganno su una roccia e da lì spinse in mare. La leggenda narra che la sposa, prima di annegare, si trasformò nella roccia bianca visibile ai piedi delle mura del Castello, che ricorda appunto nelle forme una figura femminile avvolta in un mantello. Merita una sosta, più prosaica, anche il porticciolo a Duino Mare, da cui godere di splendidi tramonti accompagnati da uno spritz, qui, solo con vino bianco ed acqua frizzante, al Ristorante la Dama Bianca con una terrazza letteralmente sul mare.

Spedita da Ruben Israel

Monte Penna

Monte Penna (AR) Il “…crudo sasso intra Tevero e Arno” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, canto XI)

Nell’appennino toscano, tra la val Tiberina e le secolari foreste del Casentino c’è un monte roccioso, fatto di balze, fenditure, cavità profonde ed enormi massi in gran parte ricoperti da muschi e celati all’ombra di altissimi faggi secolari che si stagliano verso il cielo. Un monte di spettacolari rocce grigio-bianche ed un bosco, detto delle fate, di un verde intenso in estate, che in autunno si veste di toni caldi ed accesi che spaziano dal giallo al rosso, oltre che del delicato colore dei ciclamini selvatici, e che in inverno riposa ammantato dalla neve. Un luogo di una bellezza magica, capace di stupire coi suoi silenzi che rievocano tempi antichi, dando a chi ne percorre i sentieri una sensazione di pace interiore. Dalla cima nelle giornate limpide si può inoltre godere di un meraviglioso panorama e la vista può spaziare dalle foreste casentinesi fino alla costa adriatica. Questo è il Sacro monte de La Verna, dove, quasi in tutt’uno con le rocce impervie, sorge l’omonimo Santuario francescano. La suggestiva architettura, la storia ed il patrimonio artistico di questo luogo sono davvero notevoli. Dal piazzale del Quadrante, un balcone mozzafiato sulla Toscana, al sasso Spicco, alla grotta dove si trova la pietra-giaciglio di San Francesco, al lungo corridoio affrescato delle Stimmate, al precipizio della scogliera a strapiombo che si trova sotto la cappella delle Stimmate, alle meravigliose terracotte di Andrea della Robbia, con i loro spettacolari sfondi azzurri, alla pace del cimitero dei frati, tutto è stupore e meraviglia.

Spedita da Annalisa Annoni

AIELLI

Foto by Marica Massaro, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Aielli (AQ)

Immagina di aver fatto dieci minuti di tornanti, i classici tornanti di un tipico paesino di montagna del centro Italia, abbastanza isolato. Parcheggi distrattamente, sentendo i rintocchi dal sapore antico dell’orologio della piazza centrale: hai la conferma di essere in un paesino che risponde esattamente agli stereotipi che hai in mente. Quando però inizi a camminare nel paese, ti trovi avvolto tra decine di Murales che si estendono sulle mura esterne delle varie case: si tratta di opere d’arte realizzate da artisti venuti da diverse nazioni. Un museo a cielo aperto in un paesino di circa mille abitanti, una mostra con decine di quadri che hanno come cornice naturale le montagne. E, cosa che non guasta, il forno di paese fa una pizza rossa e dei dolci a cui Proust avrebbe dedicato davvero molti scritti. In sintesi, è un borgo essenziale, che ti accoglie regalandoti i fondamentali per una parentesi rigenerante: arte (unica nel suo genere!), buon cibo, natura e aria pulita.

Spedita da Adriano Squillante

Cisternino” by Kaeru is licensed under CC BY 2.0

Cisternino (BR)

Cisternino è un’autentica sorpresa agli occhi curiosi dei turisti. La Porta Piccenne accoglie i passanti e li conduce nel cuore del borgo antico. Le facciate delle case dipinte di bianco risplendono sotto il sole, i vicoli lastricati in pietra chiara si intrecciano come in un labirinto, un tripudio di fiori sulle scalinate e sui piccoli balconi dona colore ed eleganza. La quiete regna sovrana fino al tramonto, quando la cittadina si prepara per la festa: le luminarie nelle piazzette illuminano il borgo, rievocando lo spirito della tradizione; le musiche degli artisti di strada rendono l’atmosfera ancora più frizzante. Il groviglio di viuzze conduce in Piazza Vittorio Emanuele II, dove l’Orologio sulla Torre scandisce un ritmo lento. Immancabile è una sosta nella Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Pàtara, costruita nel XIV secolo su di un’antica chiesa paleocristiana dei monaci basiliani, della quale si possono ancora scorgere i resti. L’impronta medievale, essenziale nelle sue linee e segnata da archi bianchi e colonne con capitelli in pietra, resta intatta nel tempo. Di fronte alla Chiesa, si erge la Torre Normanno-Sveva che, con i suoi diciassette metri di altezza, fa da guardiana alla distesa di ulivi secolari e ai trulli disseminati nelle campagne.

Spedita da Maria Rosaria Lenti

Forio (Isola d’Ischia)

Un borgo semplice e affascinante, dove passeggiare tra le viuzze e scoprire i colori dell’isola. Imperdibili il Torrione, fortificazione in roccia tufacea della fine del 1400, un tempo utile per avvistare i nemici e oggi sede di un museo civico, la splendida Chiesa del Soccorso a picco sul mare in calce bianca che spicca tra l’azzurro che la circonda,  al cui interno ammirare velieri e ricordi del mare, nonché i giardini La Mortella, coltivati con amore da Lady Susanna, moglie del compositore Sir William Walton, con un intreccio di piante mediterranee e subtropicali dove trovare un po’ di fresco in estate e seguire piacevoli concerti.

Spedita da Valentina Varlese

Badolato

Badolato Superiore (CZ)

Uno splendido borgo medievale arroccato su una collina a pochi chilometri dalla costa ionica, in Calabria. Il paese è situato a 240 metri dal livello del mare e si affaccia sul Mar Jonio. Il borgo antico ha mantenuto tutti i caratteri degli antichi borghi medievali: vale la pena perdersi nel dedalo di vicoli che si intrecciano tra le case costruite una adiacente all’altra, e visitare le dodici chiese che sembrano proteggere il paese su quattro lati. Da non perdere una visita ai catoj, piccole grotte originariamente adibite a dispense per le provviste alimentari e oggi destinate alla conservazione del vino: luoghi ideali per una cena a base di prodotti locali in un’atmosfera davvero suggestiva.

Spedita da Antonio Teti

Chianalea

Chianalea di Scilla (RC)

Chianalea di Scilla è un borgo marinaro con case sulle cui facciate battono le onde più alte del giorno e della notte. Portefinestre rinforzate a prova d’acqua, ristoranti su palafitte, stradine ciottolate che terminano in mare, profumo di salsedine e vita scandita dal ciclo della pesca. Dietro le case la grande montagna e davanti l’infinito blu. È il quartiere più caratteristico di Scilla, villaggio (e ninfa, secondo il mito) “dalla bellezza sconvolgente”.

Spedita da Federica Nardo

Capo Peloro - Messina

Capo Peloro (ME)

Scilla e Cariddi, le sirene di Ulisse, Colapesce e l’Horcynus Orca, la Fata Morgana, i due mari, tra mito e realtà: questo e non solo è Capo Peloro, la punta estrema sul lato nord della Sicilia. Un luogo (che è più luoghi) tante volte studiato ma non altrettante visitato. A pochi chilometri dal centro di Messina, dopo aver dato uno sguardo affascinato alle tele di Caravaggio del Mu-ME, il museo della città, ci si ritrova avvolti da millenni di storia ma anche dal fascino attuale di una spiaggia che, proprio perché a cavallo tra il Tirreno e lo Ionio in continua lotta tra loro come i mostri dello Stretto, consente in questa fase dell’anno, anche un bagno indimenticabile. Le correnti e i gorghi a pochi metri dalla riva soddisfano le esigenze del mare per tutti i gusti: caldo o gelato, calmo o ventoso, con i colori del verde, del turchese e il fondo sabbioso o di un blu tenebra che attira e spaventa. Uno spettacolo che si può anche solo guardare gustando, sotto il moderno simbolico Pilone, una semplice granita, che qui ha la sua patria, o un più impegnativo pesce spada che nello Stretto ha la sua casa magari, guardando anche verso terra, scoprendo i vicini laghetti salmastri della riserva naturale orientata di Capo Peloro – Ganzirri.

Spedita da Giovanni Liotta

Savoca

Clemensfranz, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Savoca (ME)

Su una collina della riviera ionica del Messinese è arroccata Savoca. E’ un paese con antiche costruzioni in pietra lavica che offre vedute di vigneti, agrumeti e uliveti con lo sfondo del Golfo di Taormina. Attraversando il paese si possono ammirare numerose chiese, passare sotto la Porta della città costruita all’epoca dei Normanni nel XII secolo, costituita da un arco a sesto acuto in pietra arenaria, fino ad arrivare alla Bifora, che si apre in un’antica costruzione tardo medioevale. In piazza, al piano terra di un palazzo del ‘700, c’è ancora l’insegna del Bar Vitelli, reso celebre da Il Padrino. Lì ci si può rinfrescare, sotto al pergolato, ordinando una granita di limone al tavolo dove Michael Corleone (Al Pacino) ha chiesto in sposa Apollonia al padre Vitelli.

Spedita da Clara Trimarchi

farmculturalpark.com

Favara (AG)

Favara, un paesino di 30 mila anime nella provincia di Agrigento, fuori dalle rotte turistiche “cool” della Valle dei Templi e della Scala dei Turchi. I dati sicuri, sui quali è possibile fondare la descrizione di questo “luogo”, si fermano tuttavia alla sua geo-localizzazione. Cos’è FARM CULTURAL PARK? Direi che è un esperimento (riuscito) del collega Andrea Bartoli e della sua famiglia di trasformare il piccolo (originariamente bellissimo) centro storico del paese, ormai abbandonato e in stato di forte di degrado, in un esempio vivido di rigenerazione urbana, culturale, sociale ed economica. A partire dai “sette cortili”, piccola casba siciliana, di anno in anno vengono creati nuovi spazi che ospitano opere d’arte di artisti contemporanei, occasioni per conferenze e concerti, progetti e iniziative culturali, con l’intento di ispirare comunità, visitatori e semplici turisti. Un luogo dove l’arte e la cultura non restano confinate nella loro dimensione di appagamento intellettuale ma diventano strumento di tangibile cambiamento urbano e sociale del territorio.

Spedita da Matteo Verzì


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