[Penultima edizione cartacea] Il bosco di pietra, corsivo di mezza estate e di fine mandato

Articolo pubblicato sulla penultima edizione cartacea di Federnotizie del 2014, che riportiamo in continuità con la tradizione della testata. 

Forse un corsivo d’agosto dovrebbe avere toni lievi e sospesi come un’amaca, ma questo è anche il penultimo del mio mandato, e così, per evitare un autococcodrillo d’autunno, condivido oggi con voi alcune riflessioni sui tre anni trascorsi. E farlo mi pare anche più rispettoso, perché se a qualche lettore verrà voglia di commentare, sarò felice di pubblicare e rispondere al rientro dalle vacanze, ancora da direttore.

Questo articolo è apparso sul penultimo numero cartaceo di Federnotizie

Questo articolo è apparso sul penultimo numero cartaceo di Federnotizie

Tanto per cominciare con qualcosa di originale, sono anni di crisi, ancora tutt’altro che finita. Anni nei quali la società italiana è profondamente cambiata, si è impoverita e disorientata, e la politica ha vissuto i suoi incredibili giorni: la caduta di Berlusconi – araba fenice che ora risorge con formula piena per dare attuazione al patto del Nazareno – la liquidazione del PD d’antan; l’ascesa di Matteo Renzi, rosatello annata 1975; il fenomeno 5 Stelle.

Anche il notariato ha subito pesantemente la crisi, arrivata dopo le lenzuolate liberalizzatrici del 2006 e culminata nell’abolizione della tariffa. Penso di poter dire che la nostra è stata una lunga fase di politica interna o di “politica ripiegata su se stessa”, dedicata più a difendersi che a individuare logiche e indirizzi di lungo respiro: shortsighted anche noi, come tutti in Italia. Allo stesso passo, anche Federnotizie ha seguito il percorso, cambiando pelle più volte, anche nel format rinnovato del giornale e dei Quaderni. Ma si è trattato ben più che di un restyling: abbiamo voluto contenuti attenti all’attualità, interviste a personaggi esterni al notariato, e in ogni numero una sezione internazionale. Tutto questo con risorse limitate e decrescenti (a parte l’impegno della redazione e l’aiuto del sindacato) fino a quando siamo stati costretti a rinunciare alla carta, con una decisione dolorosa e necessaria che ci ha tolto molti lettori: un fatto innegabile e pieno di significato su ciò che qualche volta noi professionisti arrivati ci permettiamo di essere, in piena era digitale. Penso di poter dire che oggi siamo più forti come macchina di contenuti e che questo ci aiuterà a completare il percorso verso il web, dal quale non penso si possa tornare indietro, come dimostra l’evoluzione di tutti i periodici professionali. Ma le stesse grandi testate di informazione, in Italia e all’estero, surfano tra carta e web, tra instant info e approfondimento, all’inseguimento di nuovi lettori non classificabili, tutte cercando di arginare l’emorragia dei numeri.

Carmelo Di Marco firma un bel Giunta Tribune sulla riduzione delle competenze notarili registrata negli ultimi anni, concausa del calo del lavoro degli studi. La proposta è un approfondimento dell’estensione dell’efficacia esecutiva dell’atto pubblico e della scrittura privata autenticata anche come mezzo per ridare centralità al ruolo del notaio e alla funzione di giustizia preventiva che esso svolge.

Un tema come questo, con risvolti spendibilissimi per il notariato, è importante da mettere sul tavolo proprio nel momento attuale, mentre non si è ancora chiarita la posizione del Governo e della politica nei nostri confronti, e più in generale verso una visione garantista dei rapporti economici e giuridici. Sono questi i tempi in cui essere più propositivi, nella confusione dilagante. Penso all’ultima riforma sul capitale minimo della società per azioni, con l’allargamento delle situazioni esentate dall’obbligo del controllo sindacale; alle Srl “discount” con capitale 1 euro; al percorso della SUP; alle controverse Linee Guida per la riforma del terzo settore del Governo Renzi, dove si è riusciti a non prendere posizione sulla nostra battaglia per la semplificazione del riconoscimento delle persone giuridiche, che vedrebbe i notai in un ruolo analogo a quello svolto per le società. Queste evoluzioni sono importanti da vivere più che da commentare come cosa fatta, rafforzando la relazione con l’Europa, che avrà sempre più peso in ogni scelta nazionale e che rimane la grande risorsa strategica per l’Italia, ma anche un luogo di tradizioni e indirizzi lontani dalla nostra visione del ruolo delle professioni e del notariato nella società civile. Non è una partita persa. Occorre impegnarsi e fare proposte. Proposte italiane.

Se il giornale in questi tre anni ha accompagnato un notariato in crisi economica e identitaria, anche il Sindacato ha avuto una funzione in parte diversa rispetto al passato, di forte supporto e affiancamento (pur nell’identità del ruolo) alle Istituzioni, con il comune obbiettivo di far fronte ai problemi concreti, interni ed esterni. Ma non abbiamo visto tutti i cambiamenti che servirebbero. Chi assumerà la direzione dovrà tenerne conto nel ripensare Federnotizie, ricercando una nuova identità, pur conservando l’indipendenza che da sempre ne costituisce la grande forza, curando da vicino il percorso che vorrà seguire in futuro il Sindacato, di cui FN rappresenta la voce.

Si deve chiedere a chi ci rappresenta in tutte le sedi maggiore progettualità e visione; non è più il tempo di discutere su tariffe che nel frattempo sono state abolite, facendo come il cavaliere tagliato in due da Orlando, che “del colpo non accorto/andava combattendo ed era morto”.

In un momento di confusione ideale, dove si mette in dubbio con costanza nullificante la differenza tra progressismo e conservazione in vista del “superiore” valore del pragmatismo, e insieme alle ideologie si seppelliscono anche le idee, c’è una sola battaglia “né di destra né di sinistra”, così che risulta semplicemente impossibile non combatterla: quella dell’impegno civile oltre la convenienza personale o corporativa. E se questo vale per ogni cittadino, vale anche per noi, che siamo professionisti e soprattutto orgogliosa “magistratura civile”. Non credo che in questi tre anni di direzione – dei quali rivendico come è mio dovere tutto il buono e il meno buono – il Notariato abbia mosso i passi giusti per guadagnarsi il suo posto in testa a una società che cambia. Non quanto avremmo voluto e potuto. In Federnotizie non abbiamo solo rappresentato questo processo incompiuto: l’abbiamo vissuto, e sempre con un intento costruttivo, attenti alla foresta che cresce e non solo al ramo che cade. Anche quando dal bosco di pietra non arrivava nessun suono.

Buona estate a tutti. Il prossimo corsivo – ultimo con la mia firma – tornerà a parlare di attualità. E grazie per la fiducia che mi avete dimostrato.

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[Penultima edizione cartacea] Il bosco di pietra, corsivo di mezza estate e di fine mandato ultima modifica: 2014-07-30T10:00:14+01:00 da Redazione Federnotizie