Ebbene sì: l’art. 106 del d.l. 18/2020 non è stato prorogato. Il termine del 30 settembre 2026 è scaduto, nessun decreto dell’ultima ora, nessun emendamento salvifico in un Milleproroghe. Da domani, dunque, cosa accadrà? Le assemblee societarie torneranno in presenza, con sala, sedie, caffè tiepido e il socio che arriva in ritardo perché non trova parcheggio?
No.
Non è una sorpresa, e chi ci legge da tempo lo sa. Lo dicevamo già su Federnotizie, lo ha messo nero su bianco la Massima 216 della “Commissione Società” del Consiglio Notarile di Milano, e qualche giorno fa lo ha ribadito Mario Notari sul Corriere della Sera. Il concetto è sempre lo stesso: le norme “emergenziali” non erano poi così emergenziali. Erano, semplicemente, le regole ordinarie che aspettavano di essere notate. L’art. 106 è servito da apripista: ha fatto il suo lavoro, ha tenuto la porta aperta finché il diritto comune (e il buonsenso) non hanno preso posto in sala (virtuale).


