Nessuna imposta di successione a carico del curatore dell’eredità giacente

Il presente contributo, prendendo spunto da alcune recenti sentenze della Corte di Giustizia Tributaria di II grado della Lombardia (Sentenza n. 1626/2023 del 15 febbraio 2023 e Sentenza n. 2867-1 del 27 settembre 2023), si propone di esaminare alcuni profili controversi della disciplina tributaria/fiscale della curatela dell’eredità giacente, con particolare riguardo all’imposta di successione, occupandosi, poi, incidentalmente anche dei profili civilistici di tale istituto.

Il fatto

L’Agenzia delle Entrate di Milano notifica al curatore di un’eredità giacente un avviso di liquidazione dell’imposta di successione, ritenendolo obbligato al pagamento dell’imposta liquidata.

Il curatore presenta ricorso contro l’atto notificato e la Commissione tributaria provinciale di Milano con sentenza del 2 marzo 2022 accoglie il ricorso, riconoscendo che il Curatore non sia tenuto al pagamento dell’imposta di successione, non rientrando, giusto quanto disposto dall’art. 36 del T.U.S., nel novero dei soggetti obbligati al pagamento della predetta imposta, in quanto non nel possesso dei beni ereditari ma esclusivamente nella detenzione degli stessi.

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Nessuna imposta di successione a carico del curatore dell’eredità giacente ultima modifica: 2024-02-23T08:30:00+01:00 da Daniela Riva

Assicurazione sulla vita: premorienza del beneficiario

La Suprema Corte di Cassazione con Ordinanza n° 11101 del 27 aprile 2023, in relazione a un ricorso, in tema di assicurazioni sulla vita, proposto prima della sentenza della Cassazione a Sezioni Unite n. 11421 del 30 aprile 2021 (si veda articolo “Polizza sulla vita a favore di “eredi legittimi o testamentari”: principi di diritto dopo la recente pronuncia delle sezioni unite” pubblicato su Federnotizie il 2 luglio 2021), che ha composto il contrasto giurisprudenziale fra quanto statuito da Cassazione n. 19210/2015 ed il filone maggioritario di segno contrario, è ritornata sul tema, statuendo, in ossequio ai principi di diritto sanciti dalle Sezioni Unite, che l’acquisto del diritto alla prestazione assicurativa in favore degli eredi del beneficiario premorto allo stipulante opera “iure hereditatis” e “non iure proprio“, nella medesima misura che sarebbe spettata al beneficiario premorto.

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Assicurazione sulla vita: premorienza del beneficiario ultima modifica: 2023-06-30T08:30:14+02:00 da Daniela Riva

Trascrivibilità del negozio di accertamento dell’usucapione

Con ordinanza del 20 dicembre 2022 (n. 11046/2022 R.G. V.G. ) il Tribunale di Milano, sulla scia di una precedente sua pronuncia (ordinanza n. 2477/19 del 27 settembre 2019), respinge il reclamo proposto, ai sensi degli artt. 113-bis, disp. att., c.c., 745 c.p.c. e 2674, comma 2, c.c., da un notaio (e da una parte dell’atto) contro il rifiuto dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio del Territorio – Servizio di Pubblicità Immobiliare di Milano 1, di trascrivere atto portante “negozio di accertamento di avvenuto acquisto per usucapione ordinaria”.

L’Ufficio rifiuta la trascrizione motivando che “L’accertamento per usucapione deve essere fatto con mediazione oppure con sentenza”, escludendo di conseguenza la trascrivibilità di qualsiasi accertamento negoziale di intervenuta usucapione, raggiunto al di fuori di un accordo di mediazione (In tal senso: Tribunale di Modena provvedimento del 7 maggio 2021 R.G. n. 1135/2021; Tribunale di Milano provvedimento del 17 settembre 2019 R.G. n. 10608/2019; Tribunale di Lecce provvedimento del 11 ottobre 2016 Cron. n. 5333/2016 e successiva Corte d’Appello di Lecce provvedimento del 13 ottobre 2017 Cron n. 1748/2017; Tribunale di Roma provvedimento del 24 maggio 2017 R.G. n. 11848;  Tribunale di Messina provvedimento del 1 aprile 2015 R.G. n. 113/2015; Tribunale di Macerata provvedimento del 11 marzo 2015 R.G. n. 2737/2014;  Tribunale di Prato provvedimento del 28 febbraio 2015 R.G. Cron. 648/2015).

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Trascrivibilità del negozio di accertamento dell’usucapione ultima modifica: 2023-03-31T08:30:56+02:00 da Daniela Riva

Cessione d’azienda con immobili strumentali: imposte fisse in presenza di continuazione nell’attività aziendale e mantenimento degli assetti occupazionali

Si ripubblica l’articolo di Daniela Riva “Cessione d’azienda con immobili strumentali: imposte fisse in presenza di continuazione nell’attività aziendale e mantenimento degli assetti occupazionali” aggiornato alla luce della Circolare n. 3/E dell’agenzia delle Entrate.


Alla cessione d’azienda, in quanto operazione fuori campo Iva ai sensi dell’Art. 2 comma 3 lettera b) del D.P.R. n. 633/72, si applica, in virtù del principio di alternatività tra Iva e Registro di cui all’Art. 40 del D.P.R. n. 131/86 (TUR), l’imposta di registro, e precisamente l’imposta di registro in misura proporzionale, così come disciplinata dall’art. 23 del TUR.

Qualora nell’atto di cessione di azienda siano indicati distinti corrispettivi per ciascun gruppo di beni (mobili, immobili, autoveicoli, crediti…), a questi si applica l’imposta di registro con l’aliquota “propria” del “genus”, a cui appartengono.

Quindi, in caso di cessione di azienda con trasferimento di immobili, l’imposta di registro è, di regola, ai sensi dell’Art. 1 della tariffa, del 9% per gli immobili in genere e del 15% per i terreni agricoli, sempre con un’imposta fissa minima non inferiore ad Euro 1.000,00, e applicazione di imposta ipotecaria e catastale nella misura di Euro 50,00, anche in presenza di beni immobili strumentali, non potendosi applicare l’art. 10, n. 8-ter) del D.P.R. n.633/72.

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Cessione d’azienda con immobili strumentali: imposte fisse in presenza di continuazione nell’attività aziendale e mantenimento degli assetti occupazionali ultima modifica: 2022-03-02T08:30:29+01:00 da Daniela Riva

Polizza sulla vita a favore di “eredi legittimi o testamentari”: principi di diritto dopo la recente pronuncia delle sezioni unite

In ordine alle clausole di individuazione dei beneficiari designati genericamente come “eredi legittimi o testamentari” nei contratti di assicurazione per il caso di morte dell’assicurato, è sorta, a partire dal 2015, in dottrina e in giurisprudenza, una vera “querelle” interpretativa, circa l’esatta nozione di beneficiario, a causa del contrapporsi di due diversi orientamenti delle Sezioni semplici della Cassazione.

Con la sentenza n. 11421 del 30 aprile 2021 la Suprema Corte, a Sezioni Unite, chiamata a dirimere il predetto contrasto, ha posto fine a dubbi e incertezze interpretative, enunciando i principi di diritto, di cui meglio infra.

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Polizza sulla vita a favore di “eredi legittimi o testamentari”: principi di diritto dopo la recente pronuncia delle sezioni unite ultima modifica: 2021-07-02T08:30:34+02:00 da Daniela Riva

Visure ipotecarie e catastali: responsabilità professionale del notaio

Sommario: 1. Premessa. – 2. Natura giuridica dell’obbligazione e della responsabilità professionale del notaio. – 3. Fonte dell’obbligo di effettuare le visure ipocatastali. – 4. Soggetto legittimato al risarcimento del danno. – 5. Inammissibilità di un concorso di colpa del danneggiato. – 6. Dispensa del notaio dall’obbligo delle visure: l’esonero è ancora possibile dopo la Legge n. 52/1985? – 7. Illecito e responsabilità disciplinare del notaio. – 8. Obbligo di effettuare le visure ipocatastali anche nelle scritture private autenticate. – 9. Azione di responsabilità nei confronti del notaio: termine di prescrizione. – 10. Estensione temporale dell’obbligo di visure ipocatastali.


1. Premessa

Con ordinanza del 29 agosto 2019 n. 21775 la terza sezione civile della Suprema Corte di cassazione è ritornata sul tema della responsabilità civile del notaio per omesse visure ipocatastali, affermando il principio, già ribadito in molte pronunce, secondo cui rientra tra gli obblighi del notaio richiesto della stipulazione di un contratto di compravendita immobiliare e, in particolare, nell’obbligo di buona fede oggettiva, lo svolgimento delle attività accessorie e successive necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti e, precisamente, il compimento delle c.d. visure catastali e ipotecarie, allo scopo di individuare esattamente il bene e verificarne la libertà, salvo espresso esonero del notaio da tale attività per concorde volontà delle parti, dettata da motivi di urgenza o da altre ragioni.

Avendo la Suprema Corte con la predetta ordinanza, nell’esaminare i motivi denunziati dal ricorrente, richiamato espressamente la sua giurisprudenza in tema di responsabilità professionale del notaio, con le presenti brevi note si cercherà, con riguardo al sopra citato tema, di fare una sintetica ricognizione dell’attuale quadro giurisprudenziale e delle principali posizioni in dottrina.

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Visure ipotecarie e catastali: responsabilità professionale del notaio ultima modifica: 2020-11-25T10:47:14+01:00 da Daniela Riva

“Eco Bonus” e “Sisma Bonus” i nuovi incentivi fiscali del “Decreto Rilancio”

Il D.L. 19 maggio 2020, n. 34 c.d. “Decreto rilancio” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020 Serie Generale n. 21/L), in vigore dallo scorso 19 maggio 2020, prevede, all’articolo 119, un “Super bonus” per specifici interventi relativi a efficientamento energetico, riduzione del rischio sismico nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici (colonnine di ricarica).

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“Eco Bonus” e “Sisma Bonus” i nuovi incentivi fiscali del “Decreto Rilancio” ultima modifica: 2020-06-03T08:30:32+02:00 da Daniela Riva

Chiusura al pubblico delle Conservatorie lombarde: possibili conseguenze (e soluzioni operative) sulla contrattazione immobiliare

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A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si è assistito, in Lombardia, dapprima, alla chiusura temporanea di alcune conservatorie per programmati interventi di sanificazione, poi alla generale chiusura al pubblico degli Uffici delle Direzioni Provinciali.

Giusta l’ordinanza n. 514 emanata lo scorso 21 marzo dal Presidente della Regione Lombardia e successiva ordinanza n. 515 del 22 marzo, sono stati chiusi al pubblico in Lombardia, dal giorno 23 marzo 2020 e fino a data da comunicarsi, tutti gli uffici delle Direzioni Provinciali, tra cui le Conservatorie.

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Chiusura al pubblico delle Conservatorie lombarde: possibili conseguenze (e soluzioni operative) sulla contrattazione immobiliare ultima modifica: 2020-04-01T12:43:51+02:00 da Daniela Riva

Risoluzione per mutuo consenso di compravendita: recente risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate

Con la Risposta a istanza di Interpello n. 439 del 28 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate torna sul tema della corretta tassazione applicabile, sia ai fini dell’imposta di registro che ai fini delle altre imposte indirette, all’atto di risoluzione per mutuo consenso di un atto di compravendita immobiliare.

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Risoluzione per mutuo consenso di compravendita: recente risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate ultima modifica: 2019-12-12T09:00:29+01:00 da Daniela Riva

Mutuo dissenso

Sommario: 1. Nozione e normativa di riferimento. – 2. Natura giuridica ed efficacia. – 3. Forma: principio di “simmetria” o libertà di forma? – 4. Mutuo dissenso di contratti annullabili, risolubili, rescindibili, revocabili, nulli e simulati. – 5. Modifiche nello “stato di fatto” del bene oggetto della donazione. – 6. Le “parti” del contratto di mutuo dissenso. – 7. Mutuo dissenso oggettivamente parziale. – 8. Pubblicità immobiliare. – 9. Aspetti fiscali e menzioni obbligatorie (urbanistica, catastale, energetica).


1. Nozione e normativa di riferimento

Il mutuo dissenso è un contratto “estintivo” con il quale le parti, a seguito di un diverso apprezzamento dell’assetto degli interessi contrattuali e nell’esercizio della c.d. autonomia negoziale, sciolgono, estinguono, risolvono un precedente contratto dispositivo, eliminandone in radice tutti o parte degli effetti.

Il mutuo dissenso si configura come un contratto con funzione eliminativa, espressione di un potere dispositivo delle parti di “tipo negativo” (si veda Alcaro, Il mutuo dissenso, Studio CNN n. 434-2012/C).

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Mutuo dissenso ultima modifica: 2019-06-19T10:55:53+02:00 da Daniela Riva

Rinuncia abdicativa al diritto di proprietà: continua la “querelle”….(aggiornamento)

Prosegue la querelle relativa all’ammissibilità della Rinuncia Abdicativa di cui ci eravamo già occupati.

Facciamo un passo indietro.

A seguito di gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilità di un atto di rinuncia abdicativa al diritto di proprietà, il Conservatore dei Registri Immobiliari di Imperia procede alla sua trascrizione con riserva ai sensi dell’Art. 2674 bis c.c.

La parte richiedente la trascrizione, entro trenta giorni dall’eseguita formalità, propone reclamo avanti all’Autorità giudiziaria.

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Rinuncia abdicativa al diritto di proprietà: continua la “querelle”….(aggiornamento) ultima modifica: 2019-02-04T10:27:24+01:00 da Daniela Riva

Rinuncia abdicativa al diritto di proprietà

Sommario: 1. Premessa. Nozione e natura giuridica della rinuncia abdicativa “in genere” – 2. Ammissibilità della “species” rinuncia abdicativa al “diritto di proprietà immobiliare”, sua “ratio” e fondamento giuridico – 3. L’oggetto, la causa e la forma nel negozio di rinuncia abdicativa. Possibili cause di nullità – 4. Negozio recettizio o non recettizio? Effetti dell’acquisto in capo allo Stato: acquisto a titolo originario o derivativo? – 5. Lo Stato può rinunciare, rectius “rifiutare” l’acquisto? E’ possibile revocare un atto di rinuncia abdicativa? – 6. Differenze rispetto alla rinuncia “traslativa” e alla rinuncia “liberatoria” – 7. Analogie e differenze con l’acquisto da parte dello Stato ex Art. 586 c.c. – 8. Ragioni/motivazioni alla base di una rinuncia abdicativa – 9. Pubblicità immobiliare e voltura catastale – 10. Obbligo o facoltà di notifica dell’atto al Demanio dello Stato? – 11. Responsabilità del rinunciante ex Artt. 2043, 2051 e 2053 c.c. – 12. Aspetti fiscali e menzioni obbligatorie (urbanistica, catastale, energetica).

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Rinuncia abdicativa al diritto di proprietà ultima modifica: 2018-06-20T10:09:07+02:00 da Daniela Riva

Conformità catastale e postazioni per telecomunicazioni

Addendum all’articolo “Conformità catastale dopo il D.L. 50/2017” (pubblicato su Federnotizie il 30 novembre 2017).

L’art. 86, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, come modificato dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 33, così dispone:

“Gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità e le altre infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli articoli 87 e 88, nonché le opere di infrastrutturazione per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga, effettuate anche all’interno di edifici, da chiunque posseduti, non costituiscono unità immobiliari ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita catastale.”

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Conformità catastale e postazioni per telecomunicazioni ultima modifica: 2017-12-04T09:38:37+01:00 da Daniela Riva

“Conformità catastale” dopo il D.L. 50/2017

Sommario: 1. Normativa di riferimento e sua “ratio” – 2. Conformità catastale oggettiva: presupposti e casistica – 3. Contenuto della dichiarazione di conformità: posizioni divergenti – 4. Nullità – 5. Uno sguardo alle pronunce CO.RE.DI. – 6. Confermabilità degli atti nulli – 7. Falsità della dichiarazione di conformità: responsabilità anche penale? – 8. Conformità catastale soggettiva: nozione di intestatario e ruolo del Notaio – 9. Dispensa del Notaio dall’obbligo delle visure: è ancora possibile?

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“Conformità catastale” dopo il D.L. 50/2017 ultima modifica: 2017-11-30T07:55:46+01:00 da Daniela Riva

Revirement del giudice di merito: è legittima la rinunzia all’azione di restituzione

Per la seconda volta, un Tribunale si pronuncia sul controverso tema della rinunzia all’azione di restituzione verso i terzi aventi causa dal donatario, vivente il donante.

In piena condivisione alle motivazioni di cui al decreto n. 2298 del Tribunale di Torino del 26 settembre 2014, il Tribunale di Pescara con decreto del 25 maggio 2017 n. 250 ha così statuito:

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Revirement del giudice di merito: è legittima la rinunzia all’azione di restituzione ultima modifica: 2017-11-06T07:00:31+01:00 da Daniela Riva