La tassazione dei redditi derivanti dalla costituzione di diritti reali di godimento

L’art. 1 comma 92 della Legge di bilancio 2024 (L. 30/12/2023 n. 213 in vigore dal 1° gennaio 2024) ha modificato l’art. 9 comma 5 e l’art. 67 comma 1 lett. h) del TUIR DPR 22/12/1986 n. 917 stabilendo la tassazione come “redditi diversi” della costituzione di diritti reali di godimento sugli immobili.

Pertanto, a decorrere dall’entrata in vigore della norma, le anzidette fattispecie che in precedenza potevano eventualmente generare una plusvalenza ai sensi degli artt. 67 comma 1 lett. b) e 68 del TUIR devono essere attualmente sempre inquadrate e conseguentemente tassate nella categoria dei “redditi diversi” di cui all’art 67 comma 1 lett. h) del TUIR.

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Alert finanziaria 2024: plusvalenze in arrivo

L’art. 18 della Legge di Bilancio 2024, in fase di approvazione, rubricato “Modifiche alla disciplina fiscale sulle locazioni brevi e sulle plusvalenze in caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili”, prevederebbe, a partire dal 1 gennaio 2024, un ampliamento dei casi in cui si genera una plusvalenza tassabile a seguito di cessioni di immobili. Verrebbero infatti modificati gli articoli 67 primo comma e 68 primo comma del TUIR DPR 22/12/1986 n. 917 prevedendo che, nel caso di cessione di immobili oggetto di interventi che abbiano fruito del cd. “SuperBonus” (ossia con le agevolazioni di cui all’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77) entro i dieci anni dalla fine lavori, si generi una plusvalenza che andrà calcolata tenendo conto anche del maggior valore dovuto agli interventi agevolati.

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Le Sezioni Unite si pronunciano sulla natura giuridica della comunione de residuo

La Corte di Cassazione Sez. Unite con la Sentenza n. 15889 del 17/5/2022 (.PDF) ha stabilito che, nel caso di scioglimento della comunione legale, i beni ricompresi nell’azienda costituita dopo il matrimonio da uno solo dei coniugi entrano a far parte della cd. “comunione de residuo”, che attribuisce all’altro coniuge non un diritto reale sulla quota di metà dei beni stessi bensì un mero diritto di credito, pari alla metà del valore dell’azienda stessa determinato al momento della cessazione del regime patrimoniale legale e al netto delle eventuali passività esistenti alla medesima data.

La vicenda

Due coniugi si trovano in regime di comunione legale dei beni. Dopo il matrimonio il marito inizia la gestione di un’impresa individuale artigiana.

Successivamente, con atti notarili distinti, il marito acquista terreni edificabili e la moglie interviene per dichiarare che quanto acquistato dal marito non rientra nella comunione legale dei beni, in quanto necessario per l’esercizio della professione del coniuge ai sensi dell’art. 179 lettera d) c.c.

Solo nell’ultimo atto viene specificato che l’immobile è acquistato da entrambi i coniugi in regime di comunione legale dei beni.

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Agevolazioni “Under 36”, come recuperare bolli e tributi già versati

La recente Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 14 ottobre 2021 ha preso posizione anche riguardo all’applicazione di imposta di bollo, tassa ipotecaria e tributi per voltura catastale relativamente agli atti in cui venga invocata l’agevolazione di cui all’art. 64 commi da 6 a 10 del DL 25 maggio 2021 n. 73 convertito con modifiche nella legge 23 luglio 2021 n. 106 cd. “Agevolazioni prima casa per under 36.

Ricordiamo che detta normativa ha previsto, fra l’altro, che gli atti aventi a oggetto il trasferimento della proprietà o altri diritti limitati di “prime case” d’abitazione come definite nella nota II-bis dell’art. 1, tariffa, parte prima, allegata al TU 26 aprile 1986 n. 131 a favore di soggetti che non abbiano ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui l’atto è stipulato e che abbiano un ISEE non superiore a 40.000 Euro annui, siano esenti da imposte di registro, ipotecarie e catastali. Per gli atti soggetti a IVA ha previsto un credito di imposta di importo pari all’IVA corrisposta in sede di acquisto.

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La autonoma tassazione della clausola penale: uno spiraglio per il contribuente?

La CTP di Milano sez. II con la recente sentenza n. 2231 del 6 novembre 2020 ha stabilito che la clausola penale (contenuta in un contratto di locazione soggetto a IVA) non deve essere tassata autonomamente dovendosi applicare l’art 21 II comma del DPR 131/1986 (di seguito TUIR).

La sentenza merita di essere commentata anche perché rappresenta una decisa presa di posizione, che si sta lentamente consolidando presso la giurisprudenza tributaria[1] nei confronti della prassi dell’Agenzia delle Entrate che ritiene invece, in modo pressoché costante e pervicace, che la clausola penale sia soggetta ad imposta di registro in misura autonoma in quanto disposizione non necessariamente connessa al negozio principale (Cfr. Risoluzione 310388/1990 e n. 91/2004 e resoconto riunione DRE Lombardia del 29/1/2020).

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Agevolazioni prima casa per il cittadino italiano emigrato all’estero: l’Italia deferita alla Corte di Giustizia UE

Con la decisione n. 1P/19/471 del 24 gennaio 2019 l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea a causa del mancato adeguamento dell’agevolazione fiscale prevista per i cittadini italiani emigrati all’estero che acquistano la loro prima abitazione sul territorio italiano senza l’obbligo di stabilirvi la residenza.

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Profili d’internazionalità nell’attività notarile

Si è svolto ieri a Milano, in un’aula gremita di partecipanti, il secondo convegno organizzato da Federnotizie dal titolo “Profili di internazionalità nell’attività notarile: casi pratici.

L’iniziativa portata avanti da Federnotizie si colloca all’interno della promozione di un’approfondita conoscenza del diritto internazionale alla luce di una sempre più diffusa richiesta di competenza in tale ambito nell’attività notarile.

Con questo convegno Federnotizie ha voluto sperimentare un target comunicativo moderno ed efficace, le relazioni si sono volte nel rispetto delle tempistiche e sono state incisive e incalzanti, principalmente incentrate su questioni derivanti da casi pratici.

Sono state trattate le problematiche di diritto internazionale relative al regime patrimoniale fra i coniugi, agli incapaci minori di età e sono stati presentati i progetti Bartolus ed EUfides, eccellenze del notariato europeo, volti a promuovere una sempre più snella, veloce e sicura circolazione dei documenti in ambito europeo.

Il convegno si è occupato di diritto islamico in ambito successorio e delle peculiarità che caratterizzano la finanza islamica rispetto agli istituti giuridici del nostro ordinamento. Una particolare attenzione è stata data ai testamenti che presentano profili di internazionalità nonché all’utilizzo dei testamenti all’interno di diversi stati.

Ha coordinato i lavori Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta.

Federnotizie ringrazia tutti i partecipanti che con il loro intervento hanno dato anche un sostegno concreto alla rivista.

La galleria di immagini dell’evento

C’est la guerre!

La reazione del Notariato francese alla “Loi Macron” sulle liberalizzazioni

Alla domanda di cosa stesse succedendo in Francia a proposito di liberalizzazioni un collega francese mi ha risposto con convinzione e orgoglio:

“Ici, c’est la guerre!”

La facciata della prestigiosa sede della Chambre des Notaires di Parigi a Place du Chatelet è tuttora ricoperta di manifesti con grandi scritte rosse di protesta contro il disegno di legge, noto come “Loi Macron”, che in nome di un rilancio dell’economia propone la “liberalizzazione” di certe professioni regolamentate fra cui quella notarile, con slogans come

“le droit n’est pas une merchandise” (il diritto non è una mercanzia)

“Ne subissez pas la loi Macron, agissez” (Non subite la legge Macron, agite)

“M. le Ministre: vous pouvez compter sur nous pour soutenir l’economie pas pour sacrifier le droit” (Signor Ministro: può contare su di noi per sostenere l’economia ma non per uccidere il diritto)

e rintracciabili sul sito “Paris Notaires”.

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Riforma del registro imprese: il notaio strumento di rilancio

Le recenti novità introdotte dall’art. 20 comma 7-bis del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 91, convertito con Legge 11 agosto 2014 n. 116, hanno rafforzato la centralità del ruolo del notaio e la relativa responsabilità nell’iscrizione degli atti al Registro delle Imprese.

In un’ottica di semplificazione il legislatore, al fine di facilitare e accelerare “ulteriormente” le procedure di iscrizione nel Registro delle Imprese nonché di “rafforzare il grado di conoscibilità” delle vicende relative all’attività dell’impresa, ha previsto che, qualora l’iscrizione sia richiesta sulla base di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata, il Conservatore debba procedere all’iscrizione immediata dell’atto.

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