Essere notaio: dal privilegio allo svantaggio

Notardilizia, ininfluencer

Il pericolo è il mio mestiere

Sono Antonio Di Lizia, notaio in Potenza, o quel che ne resta.

Quel che mi sono trovato a desiderare, nella mia precedente vita (prima di essere Notaio), pur essendo animato da malcelate ambizioni artistiche o creative, era di avere un lavoro tranquillo, autonomo, una posizione socialmente rispettata e, perché no, soddisfacente dal punto di vista economico.

Avevo una laurea in giurisprudenza, conseguita non senza fatica – (come usavo dire mi sono laureato in quattro e quattr’otto …anni) – e la possibilità, quindi, di intraprendere molte carriere; nella pubblica amministrazione, nell’avvocatura, in magistratura. Oppure entrare in banca, cosa che scartai sul momento, malgrado le pressioni della mia mamma che avrebbe preferito un posto sicuro, subito.

Avevo escluso di entrare in polizia perché, all’epoca, per fare il commissario ci voleva un limite di altezza che io sfioravo, con un certo ottimismo, ma che non bastava; mi pare che il limite fosse fissato a un metro e sessantacinque, e io, anche con un mazzo di carte nei calzini, sotto il tallone, arrivavo a un metro e sessanta. Le cose, poi, sono cambiate, nel senso che sono state ammesse anche le donne, con un’altezza minima di un metro e sessantuno, comunque fuori dalla mia portata e non solo per un fatto di genere. Come vedremo, però, malgrado la mancanza dei requisiti fisici, per molti versi, mi sono trovato obbligato, come tutti voi, a svolgere le stesse funzioni, ma anche di rango meno elevato e con meno prerogative garantiste. Ma non vorrei svelarvi anzitempo dove voglio andare a parare, atteso che anche per fare il portiere non ciò il fisico. Non sono all’altezza.

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Tornando a casa… semiCronaca del semiCongresso semiOnlain di semiFedernotai – semi2020

Tornando a casa… che avevo detto che non tornavo per pranzo, perchè impegnato con il congresso di Federnotai. E infatti non posso tornare e mi morirò di fame, forse posso rimediare con un modesto cestino da asporto, collo obtorto.

E’ appena terminato in Congresso onlai di Federnotai, oltre 650 iscritti, 350 collegati sulla piattaforma, più piatta che in forma.

Alle 9 e 30 spaccate, circa alle 10 e 10, si è dato inizio con l’intervento del Presidente Giovanni Liotta, dopo qualche esitazione iniziale è comparso il Presidente Ezio Leotta, e molti sono entrati in confusione, il collegamento ne ha risentito e tanti hanno gridato al furto d’identità. I due Presidenti, past e post, invece, in pieno accordo, al contrario degli omologhi americani, hanno accettato di rimandare le elezioni previste durante il congresso: non si sono fidati del voto a distanza, per timore di brogli e irregolarità, hanno avuto perplessità per l’accertamento della identità dei votanti, non potendosi accertare, vieppiù, il luogo dell’avvenuta votazione, pena la perdita della territorialità che deve restare limitata alla competenza delle Corti di Appello, senza appello.

Il Presidente Giuliani, nel frattempo, scalpitava per non dire la sua e infatti non l’ha detta. Al contrario del Presidente Nardone che, appena entrato in video, ha cassa…to la piattaforma che è andata in crash, e se n’è andato ad approvare il bilancio della Cassa, promettendo di ritornare se, a sua volta la Cassa non fosse andata in crash. Molti, soprattutto quelli vicino alla pensione, hanno gridato in coro “e che crash”, ma non si è sentito niente perchè i microfoni erano silenziati.

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L’accesso al notariato: dalle esperienze alle proposte

La lettera del “concorsista” ha riacceso nuovamente la discussione, scatenando le più varie reazioni. A tal riguardo riproponiamo, su sollecitazione dell’autore, un contributo realizzato e diffuso (con il numero di Federnotizie Settembre 2011) in occasione del Congresso di Federnotai del 20/21 maggio 2011 dedicato all’accesso, ma sempre molto attuale.


NUMERO DI REP. NUMERO DI RACC.
REPUBBLICA ITALIANA
(o quel che ne resta)
L’anno duemilaundici, in
ROMA

L’accesso al notariato dalle esperienze alle proposte

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IL PRO…CESSO (QUARTAPPUNTATA)

IL PRO…CESSO
Der Prozess pro…scheißhaus

(chiappa ura?)
Storia fantastica appuntate
QUARTAPPUNTATA (che la seconda è zumbata)

Riassunto dell’appuntate precedenti: Richard K. è accusato dal CNM (Cartello Nazionale Malcelato) e posto in stato di arresto, sebbene in libertà, per crimini non meglio chiariti (primappuntata).

Qualche giorno dopo, di domenica, si tiene l’udienza nel cesso posto nel sottotetto di un lugubre palazzo, dove Richard K. tenta di difendersi dalle accuse in modo scomposto e senza apprezzabili risultati.

Richard K, ancora ignaro delle sue colpe, cerca di capire il perchè del processo. Stabilisce il record mondiale di ricopiatura virtuale di ricevute e intuisce che la sua colpa è quella di lavorare troppo. Il CNM (Cartello Nazionale Malcelato) vara controlli a tappeti e mantelli a ruota, coinvolgendo il sovrintendente del casellario dei diritti del malato al quale viene chiesto di scatenare l’infermo. Si incappa in un disguido telefonico (terzappuntata).

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