Arriva un Congresso carico carico di … novità

Speciale Congresso

E’ curioso come proprio il cinquantesimo congresso, con un numero così, tondo tondo, abbia portato tante novità. Si è inaugurata un’era nuova: si dirà “dal cinquantesimo congresso in poi…” (sempre che ci sia un poi…).

Ne sono uscita domenica sera carica di stanchezza e di entusiasmo.

Ma andiamo con  ordine.

Qualche anticipo sulle novità c’era stato fin dal programma: “ sarà un convegno paperless”. E già questo prometteva bene, perché tutti noi avevamo presenti quelle borse, bellissime venti anni fa e poi sempre meno eleganti e più economiche, fino ad arrivare ad una busta di stoffa, con manici anche quelli di stoffa, che a mala pena conteneva i tre o quattro chili di carta costituiti da dépliant, pubblicità, libri raramente aperti e altri amenità del genere, pesi che non erano mai venuti meno, né diminuiti, malgrado il peggioramento del contenitore.

Mi ero preparata in anticipo al controllo del badge, fotografandomelo sul cellulare in modo da essere veloce a trovarlo al controllo.

Entrando nel padiglione 14 della Fiera di Milano mi sono accorta che la scelta di essenzialità annunciata era confermata dall’ambiente, più aziendale che esteticamente gradevole, tuttavia funzionale.

Domenica pomeriggio: la sala grande era piena di colleghi, come sempre nel primo giorno congressuale.

Alle ore 15 del giorno 8 novembre 2015 si è aperto il Cinquantesimo Congresso Nazionale del notariato e con questo è arrivata la lista delle novità.

Ha emozionato un po’ tutti sentire la fanfara dei Carabinieri eseguire l’inno nazionale e quello dell’Unione Europea; a questo è seguito il saluto di Arrigo Roveda, presidente del Consiglio distrettuale ospitante, il quale, rivolgendosi anche ai colleghi presenti ci ha apostrofato come “autorità”.

Cioè non signore e signori, non gentili colleghi, non superstiti ancora presenti, non sparuti sopravvissuti alla crisi, no: proprio AUTORITA’! nessuno se lo sarebbe aspettato e infatti lui, il presidente, alla fine del suo breve ma incisivo discorso, ha spiegato che con quella parola intendeva rivolgersi anche a tutti i notai presenti, altrimenti non avremmo mai capito che era rivolto a noi, ancora troppo emozionati dalla fanfara e poco abituati, oggi, a sentirci così considerati. Siamo un’istituzione, dice, non una professione!

Certo l’esordio del suo discorso è stato anche un po’ intrigante e preoccupante ad un tempo: “Questo non è un congresso normale … giunge dopo otto drammatici mesi, quelli susseguiti alla presentazione del disegno di legge sulla concorrenza, nel corso dei quali l’istituzione notarile è stata messa in discussione nelle sue fondamenta come mai era accaduto in precedenza … il disegno di legge ha dato la netta sensazione che il notariato fosse percepito dal legislatore come una delle molte professioni liberali e non come un pubblico ufficio organico agli altri poteri dello stato. Di fronte a questi segnali la risposta non può essere quella di un arroccamento dogmatico, ma quella della persuasione con la forza degli argomenti.”

“Il valore economico della sicurezza giuridica” è il titolo di questo Congresso. Ed è un titolo molto forte che va ben al di là della sua apparente genericità.”

Se l’unico valore dell’epoca in cui viviamo è l’economia, allora per sopravvivere dobbiamo dimostrare, numeri alla mano, quanto il nostro controllo preventivo, che incide anche sull’affidabilità dei pubblici registri,  faccia risparmiare in termini di contenzioso e sia capace di attrarre investimenti.

Ammetto che raramente ho ascoltato un discorso di apertura così conciso, efficace ed incisivo; ho applaudito con convinzione.

E’ seguito l’intervento di Enrico Sironi presidente del comitato ordinatore del Congresso. Ha riconosciuto che nel campo immobiliare le nostre ragioni sono state comprese e ha auspicato che ora anche in campo societario si comprenda il nostro ruolo che è quello di garantire l’efficienza del sistema, controllandone la legalità.

L’avv. Francesca Balzani, vice – sindaco di Milano, ha affermato con convinzione (molto apprezzata dai presenti) che la professione notarile è elemento strategico dello sviluppo economico, che il notariato contribuisce a sviluppo e ripresa, sa risolvere i problemi con grande conoscenza giuridica; ci ha sollecitato ad essere creativi mantenendo conoscenza, competenza e rigore.

Roveda ha ricordato che il primo maggio, in coincidenza con l’apertura di EXPO, era stato un giorno difficile per le manifestazioni di protesta che vi si erano svolte.

Un’immagine aveva colpito particolarmente il paese: quella del collega Giuseppe Parazzini che dopo aver messo la bandiera italiana sul balcone, era uscito per vedere cosa succedeva ed era stato investito con lanci di uova. In riconoscimento della sua coraggiosa “normalità”, iI collega è stato premiato. Commosso, ha detto parole che avevamo quasi dimenticato: Viva l’Italia e viva la legalità!

Sono seguiti i soliti discorsi ufficiali, i soliti indirizzi di saluto.

A questo punto ho cominciato a chiedermi che fine avesse fatto il ministro guardasigilli.

Era stato informato che tra i sigilli che deve guardare ci sono i nostri?

La sua assenza risuonava in modo eclatante.

A memoria d’uomo o meglio di notaio, non era mai mancato nei congressi nazionali del notariato (e personalmente mi sembra proprio di averlo sempre visto presente negli ultimi trenta congressi).

Ci siamo consolati con l’intervento del Ministro Maria Elena Boschi, esteticamente anche più gradevole; peccato che il suo discorso trasudasse autocompiacimento per il lavoro del governo.

Ha confermato tutte le precedenti pubbliche dichiarazioni ufficiali degli ultimi mesi: “il clima è cambiato, il paese si è rimesso in moto;  la fiducia è tornata e questo è un risultato importante”.

“Le risposte vengono da fattori esterni ma anche dalle nostre riforme, che danno nuovo slancio e nuovo ottimismo. Chi fa il tifo per l’Italia deve volerla far correre di più, per questo abbiamo presentato riforme per un nuovo sviluppo economico che deve però avere basi solide. La legalità e la certezza dei rapporti giuridici vanno valutate anche economicamente. L’intervento del parlamento non basta e il notariato svolge un ruolo importante nella lotta alla illegalità. Ruolo importante connesso a quello della semplificazione burocratica. Quindi alcune vostre proposte (quali ad esempio le firme a distanza) aiutano a tal fine. E’ vero che c’è stato un confronto acceso per la legge concorrenza, ma siamo ora pronti partire da posizioni di reciproca fiducia; dal notariato ci sono proposte di modifiche che addirittura vanno contro le esigenze economiche della categoria. Possiamo svolgere un lavoro insieme con l’aiuto di tutti: è la nostra sfida ma sono certa che la sentiate anche come vostra”.

Nel successivo breve intervento del Dr. Giovanni Legnini, vice presidente del CSM, c’è stata una frase illuminante: nel dire che c’è sempre stato un rapporto diretto tra le nostre professioni, ha ricordato come oggi sono i notai a voler fare i magistrati, qualche anno fa viceversa.

Purtroppo è un’osservazione che non ha bisogno di spiegazioni!

E dopo di lui Jean Tarrade, Presidente del CNUE: mi ha colpito quando ha affermato che si sta creando una sorta di identità di notaio europeo anche se purtroppo ovunque i notariati sono soggetti a ripensamenti (a me sembrano veri e proprio attacchi) a volte minimi, a volte più rilevanti.

Anche Daniel Sedar Senghor, presidente UINL ha difeso il nostro sistema di notariato dichiarando che il partenariato pubblico privato è un sistema modernissimo, il nostro è un buon prodotto; si è chiesto quindi (e ce lo chiediamo tutti) per quale misteriosa alchimia sia considerato oggi un ostacolo all’economia.

Ha giudicato attuale il tema del congresso perché teso a dimostrare la competitività economica della nostra professione. “Bisogna reagire alle critiche che ignorano la forza dell’atto pubblico. Far vedere le differenze tra il nostro ed i sistemi doing business; far capire quanto valga la nostra aggiunta di legalità”.

Sono seguiti gli interventi istituzionali di Mario Mistretta, Presidente della Cassa Nazionale e di Maurizio D’Errico, Presidente del Consiglio Nazionale del notariato.

E’ stata anche la prima volta che un congresso nazionale si sia aperto al pubblico, accolto per visitare la bella mostra dei testamenti di italiani famosi e per ricevere consulenza gratuita in campo immobiliare e successorio. Questa iniziativa, che prosegue quella già iniziata a Milano qualche anno fa, denominata “Comprar casa senza rischi”, era stata pubblicizzata su Facebook, su grandi quotidiani ed anche sulla metropolitana.

Per accogliere gli interessati era stata preparata al primo piano una sala con dieci postazioni dotate di due notai ciascuna, divise per argomenti.

L’affluenza di pubblico è stata tale che si è formata quasi subito una notevole coda di attesa; tuttavia, malgrado il numero dei richiedenti, grazie alla disponibilità di tanti giovani colleghi usciti dalla sala grande per rispondere alle richieste del pubblico, l’evento ha avuto successo. Nel corridoio di accesso e nella stessa sala, si sono creati gruppetti di persone in piedi, formatisi spontaneamente, con al centro un notaio che parlava, parlava, parlava e spiegava, spiegava, spiegava.

La gente sembrava soddisfatta e lo siamo stati tutti noi.

L’apertura del Congresso all’esterno della categoria emergeva anche dall’argomento della prima tavola rotonda: “Stranieri in Italia e Italiani all’estero.

Farnesina e Notariato italiano hanno scritto un testo edito dalla casa editrice Giuffrè, per aiutare i consoli a redigere atti notarili ed a svolgere le funzioni di volontaria giurisdizione in modo che quando tali atti, da loro redatti, vengono utilizzati in Italia, siano perfettamente conformi alle esigenze del nostro ordinamento.

L’opera è di agevole lettura e di facile consultazione perché i consolati sono oberati di lavoro e devono in poco tempo offrire un servizio accurato e legalmente spendibile.

Con lo stesso spirito di apertura, è stato pubblicato un piccolo volumetto ”Abitare e fare impresa in Italia” – Guida del notariato italiano, tradotto in 13 lingue (persino bengalese, hindi e filippino) e scaricabile dal sito del Consiglio Nazionale.

Nella seconda tavola rotonda “Tecnologie e diritto”, ci è stato mostrato in pratica il funzionamento del  puntatore oculare che interpreta il movimento degli occhi e rende possibile per il notaio comprendere la volontà di chi sia incapace di parlare perché afflitto da SLA. Del resto la legge notarile fin dal 1913, già prevedeva la possibilità che un soggetto incapace di esprimersi partecipasse ad un atto notarile; oggi il notaio può avvalersi di strumenti tecnici più evoluti.

Il conservatore degli Archivi notarili di Milano, dr. Mario Molinari, ha sottolineato che l’importante è riuscire a comunicare e non rileva come farlo. Anche la magistratura ha riconosciuto che il malato è pienamente capace e può esprimersi attraverso strumenti tecnologici. Non sembra quindi necessaria la presenza dell’interprete ma solo dei testimoni, trattandosi comunque di soggetto impossibilitato a sottoscrivere.

La prova pratica è stata seguita nel più profondo silenzio e, almeno personalmente, con una certa emozione.

Il nostro collega Michele Nastri ci ha ricordato che Notartel ha investito due milioni di euro in tecnologia: la documentazione informatica è un fatto e noi siamo tra gli attori principali dello sviluppo digitale. Novità in materia è il sistema Instrumentum che utilizza la firma grafometrica .

Mi sono chiesta cosa abbia di diverso da quella digitale; pur nella mia difficoltà di comprensione in materia, mi è sembrato di capire che si tratti di una firma elettronica semplice che può essere utilizzata apponendo la propria firma su un tablet in presenza del notaio, che a sua volta firma digitalmente. Per garantire la provenienza e la volontà della parte che l’ha apposta, la firma grafometrica non deve poter essere staccata dal documento cui è messa in calce, per essere posta su un altro. Il mattino successivo ho assistito anche ad una prova pratica.

Ci è stata annunciata anche un’altra novità: Notartel, quale gestore autorizzato dalla legge, aprirà un unico portale nel quale confluiranno tutti gli avvisi di aste tenuti dai notai e agirà in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale; non c’è altra professione che abbia uno strumento simile.

Tutte le aste che passano negli studi notarili saranno concentrate nello stesso sito semplificando la ricerca dell’ immobile.

Caspita!!!  Per un attimo mi è sembrato che per la nostra professione si aprissero vasti e sereni orizzonti, che tutto andasse per il meglio; è a questo punto che mi sono chiesta perché allora cerchino di farci fuori…

Ma la serata non è finita qui. Infatti questo congresso ha offerto quattro diversi social events (forse fa parte delle novità anche il largo uso di termini inglesi; certamente chiamarli “proposte di dopo congresso” sarebbe risuonato un po’ come “dopolavoro dell’ATAC e non sarebbe stato altrettanto chic).

E quindi mi sono trovata, tra colleghi amici, in un gradevole capannone ristrutturato, in una delle ex aree produttive di Milano, ora sede di loft, artisti e locali per il tempo libero, dove ho trascorso una simpatica fine giornata.

Lunedì 9 novembre 2015

La giornata è cominciata con la Tavola rotonda: “Il valore economico della sicurezza giuridica”.

E per prima cosa il conduttore Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, ci ha fatto vedere dei dati piuttosto impressionanti sulla percentuale della truffe scoperte alla base dei mutui subprime negli USA: dal 7 al 12 per cento.

Secondo i liberisti ci vorrebbe più libertà e autodeterminazione, ma questo comporterebbe insicurezza e successivi danni. La crescita di economia è anche legata a una buona tutela della proprietà. Se tra i criteri per catalogare la velocità e l’efficienza degli stati nel fare affari si calcolasse anche la sicurezza, l’Italia sarebbe al nono posto.

Ha poi preso la parola il Prof. Roberto Pardolesi, ordinario di diritto comparato alla LUISS, allievo di un grande liberista della scuola Chicago; ci aspettavamo una strenua difesa del common law invece ci ha comunicato che il New York Times dell’8 novembre aveva pubblicato un articolo dedicato alla gestione pubblica dei registri immobiliari cui accedono gli avvocati; l’articolo denunciava frodi che il notary public non riesce a controllare. In Italia il nostro sistema riduce la litigiosità delle controversie immobiliari  vicino allo zero .

Noi lo sapevamo da tempo … Meno male che se ne sono accorti anche i liberisti; come si potrà fare a comunicarlo anche ai nostri organi di governo?

Ci sono stati altri numerosi interventi nei quali tutti hanno riconosciuto il ruolo di controllore della legalità da noi assunto.

Persino il dr. Giovanni Sabatini, direttore generale dell’associazione bancaria italiana, è arrivato ad ammettere che la qualità del sistema normativo ha valore economico, che confrontando vari paesi, emerge la qualità del lavoro dei notai e che è semplicistico pensare che se abbiamo i computer possiamo fargli fare tutto; ha poi terminato dicendo che non è vero che le banche hanno suggerito l’eliminazione del notaio perché è necessario un lavoro congiunto.

Il Collega Piergaetano Marchetti ha sottolineato i pericoli che possono derivare anche in campo societario da una riduzione dei controlli. “E’ un settore esposto a possibili abusi, a infiltrazioni criminali e necessita di trasparenza. Di fronte a questi rischi la scelta è la tutela affidata a soggetti privati investiti da pubbliche funzioni.

Negli USA per superare problemi di doing business si auspica la creazione di una rete di consultati. Il notariato già assolve questa funzione su tutto il territorio”.

Mi ha lasciato perplessa l’intervento di Alberto Mingardi secondo il quale i notai sono poco amati perché i cittadini hanno la sensazione di dover pagare un servizio dovuto da una Pubblica Amministrazione efficiente; in Gran Bretagna infatti si ritiene che l’innovazione tecnologica potrebbe avere un effetto risolutivo nell’ambito Pubblica amministrazione.

Come dire: appena si troveranno computer più efficienti e funzionari più preparati verrete eliminati. Ho avuto la sensazione che non abbia ben chiara la nostra funzione. O forse è un mio personale problema non riuscire ad immaginare un computer interprete della volontà delle parti e responsabile della sicurezza e legalità dell’atto ricevuto.

Alle ore 12 ha parlato il Presidente nazionale Maurizio D’Errico, in presenza del Viceministro di Giustizia Enrico Costa.

Ha tenuto un bel discorso e si spera che sia stato compreso da chi di dovere. Ha detto che la fallacia del sistema del Common Law è evidente quando si legge che la Gran Bretagna ha chiuso l’immissione dei dati da parte del pubblico nei pubblici registri e che nello stesso tempo altri stati sono impegnati a istituire pubblici registri per evitare il fenomeno dell’appropriazione dei beni altrui: i notai possono garantire le aste telematiche e il registro successioni, di intesa con il ministero. “Dobbiamo pensare ad una riforma dell’ordinamento del notariato per dare definizione al nostro ruolo ed evitare attacchi che minerebbero e distruggerebbero il sistema della sicurezza giuridica degli affari. La costituzione custodisce disciplina e onore e questi sono anche i nostri due capisaldi”. Ha chiuso con il leitmotiv: “Viva l’Italia, viva il notariato italiano”.

Il Viceministro dr. Costa Enrico ha iniziato a parlare portando le scuse del ministro Orlando per non aver potuto presenziare i lavori. E qui è accaduto qualcosa che mi fa tuttora vergognare: dal fondo della sala è emerso un “BUUU” di protesta e di sbeffeggio, maleducato e meschino, per fortuna subito tacitato da un applauso.

Certamente eravamo tutti d’accordo nel dare lo stesso (negativo) giudizio sull’assenza del ministro, ma non per questo potevamo permetterci di mancare di rispetto a chi era invece presente.

Il povero malcapitato ha detto esattamente tutto quello che sapevamo avrebbe detto. Cioè frasi illuminanti quali:  “Obiettivi prioritari del ministero e del governo sono la sicurezza giuridica…”

“I notai sono un valore cui non vogliamo né possiamo rinunciare…”

“Dobbiamo alleggerire il peso delle pratiche presso i tribunali e l’eliminazione dei notai apporterebbe aumento del contenzioso …questo è il motivo per cui è modificato il disegno di legge sulla concorrenza …”

“Non si può rimanere fermi davanti al cambiamento, ma c’è spirito di collaborazione e il notariato deve guardare con tranquillità le modifiche introdotte …”

“I notai hanno altissima professionalità, sono un apporto fondamentale per il paese …”

“Il ministero troverà momenti di confronto e collaborazione con il notariato …”

Incredibile!!! Se non si sapesse cosa ha fatto (rectius: cosa non ha fatto) il nostro distratto Guardasigilli, queste originali, profonde e brillanti affermazioni potrebbero far indulgere a ipotizzare un sereno futuro.

È seguito poi l’intervento di Massimo Palazzo, presidente della Fondazione del notariato.

Ha cominciato subito riepilogando la spendig review dell’ente; in realtà suonava un po’ come excusatio non petita; ma non importa, ci ha fatto piacere sapere che la Fondazione pur avendo pochi mezzi svolge un ruolo essenziale e che attualmente ha solo due collaboratori laureati remunerati e colleghi che vi lavorano gratuitamente.

Ci ha consolato sentire che secondo lui il notaio ha anche un ruolo creativo perché deve scegliere tra le varie interpretazioni della norma; basta vedere il successo delle massime per comprendere quanto siamo apprezzati.

Nel pomeriggio, dopo un gradito pranzo in cui sono riusciti a farci stare tutti seduti a tavola, alle ore 15 circa è iniziata la tavola rotonda: “Quale diritto per lo sviluppo?”

Moderatore: Gennaro Sangiuliano vice direttore TG1 che ha esordito dicendo che sia russi che cinesi nel regolamentare il mercato si sono rivolti al diritto civil law e non al diritto anglosassone.

Ha invitato Mario Mistretta  Presidente della Cassa Nazionale ad illustrare una indagine demoscopica, commissionata alla SWG dalla stessa Cassa, per conoscere il parere degli italiani sul notariato e dei notai di loro stessi e della Cassa. E’ intervenuto anche il rappresentante di SWG.

Negli ultimi anni, nella fiducia degli italiani, sono cresciute solo le forze dell’ordine perché considerate a difesa dei diritti e del valore di onestà; si avverte il desiderio di meritocrazia.

Ci siamo consolati a sentire che il 68 per cento degli intervistati percepisce il notaio come pubblico ufficiale non solo burocrate e che un’alta percentuale di italiani ritiene che il ruolo del notaio sia quello di tutela di entrambe le parti e della legge.

Peccato però che solo il 41 per cento ritenga il notaio necessario nelle compravendite e che la percentuale si abbassi per le costituzioni di società.

Dai dati è emerso comunque che il notaio è percepito come garante della correttezza dei procedimenti.

Giuseppe Bottillo, Comandante del nucleo speciale della polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha considerato preoccupante la previsione che la srl venga costituita con scrittura privata e che il controllo delle modifiche societarie venga affidato al responsabile del registro delle imprese perché l’intervento del notaio era di conforto per la guardia di finanza.

Dopo l’intervento del  Presidente Maurizio D’Errico, che ha sottolineato la fiducia che tutti gli intervenuti hanno dimostrato per  il notariato, ha preso la parola la Senatrice Anna Finocchiaro, Presidente della commissione affari costituzionali del Senato, che fin dalle prime parole si è confermata nostra gradita fan.

Si è dichiarata subito d’accordo con il deposito del prezzo perché costituisce un elemento di trasparenza e di controllo della legalità.

Il notaio sostituisce lo Stato per alcune funzioni che questo non riesce a risolvere.  E si è chiesta perché non affidare ai notai le controversie successorie: inutile dire che saremmo stati tutti d’accordo!

Ha detto che se all’estero in materia di appalti sono riusciti a coniugare semplificazione e controllo, si potrebbe farlo anche in Italia affidandosi a soggetti competenti che sappiano cosa controllare. Infatti perché l’idea abbia successo è necessario un controllo competente, orientato e puntuale, e quello dei notai lo è, anche con riferimento alle imposte e alla tracciabilità dei pagamenti.

Anche lei si è dichiarata d’accordo con il generale Bottillo sulla perplessità da lui espressa in merito alla semplificazione societaria per costituzione e modifica delle srl, contenuta nel disegno di legge.

“Se il ruolo del notaio ha un valore, deve essere riconosciuto anche economicamente” (ma non si era pensato di farla Ministro di Giustizia? Presidente della Repubblica? Presidente del Consiglio? Dove sono finite queste proposte?).

Si è dichiarata a favore di una competenza sovra regionale, di una modifica di limitazioni alla sede secondaria e della eliminazione del limite delle  tre prove di concorso.

Ha concluso dicendo che rifletterà su questi argomenti per presentare degli emendamenti al disegno di legge anche se già fortemente modificato.

Forte applauso.

Anche il Dr. Francesco Greco,  Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha avuto parole di stima per il notariato e ha riconosciuto che in Italia c’è un forte bisogno di onestà e di diritto e che il motore della imprenditorialità italiana è in Lombardia ma occorre la manutenzione dei magistrati e dei notai che partecipino a farla.

Tutti i successivi interventi sono stati testimonianze di stima per la categoria; come quello di Massimo Massella Ducci Teri, Avvocato Generale dello Stato, secondo il quale il cittadino nutre fiducia nel notaio; ”in Italia manca la volontà di fare rete, che sarebbe invece necessaria anche tra professionisti”.

Persino Licia Mattioli, Presidente del comitato di internazionalizzazione ed investimenti esteri di Confindustria, dalla quale ci aspettavamo  a dir poco freddezza, confessando di essere figlia di una mamma notaio, ha dichiarato di conoscere ed apprezzare il nostro lavoro per l’apporto di certezza nei trasferimenti immobiliari e negli atti societari.

E poi c’è stato l’intervento di Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Gelo tra il pubblico.

Ha detto che il mercato è costituito dalle regole, però esistono asimmetrie informative in tutte le economie di mercato dove si cerca di fare lavoro di fishing. Per questo servono le regole di mercato e i notai.

Ci siamo guardati allibiti chiedendoci dove stava andando a finire.

“Però (c’è sempre un però) esiste un’altra faccia della medaglia. I notai sono delle imprese e negarlo sarebbe una realtà antistorica; ovviamente non possono, ad esempio, essere reintrodotte in modo più o meno manifesto le tariffe. Inoltre ci vuole anche un ampliamento del numero dei notai; del resto, per assicurare il buon funzionamento del mercato, resta il potere di controllo dei Consigli distrettuali. Il mercato e la regolamentazione pubblica sono due pilastri.”

Mettiamoci il cuore in pace: nell’ambito della professione ci sarà sempre un’ottica anticoncorrenziale.

Per sua bontà, Pitruzzella ha anche riconosciuto che l’apertura della concorrenza non vuol dire aprire al far west e che per questo è stato modificato il disegno di legge. “E’ vero che spesso in Italia il diritto è inconoscibile ma non c’è un unico soggetto devoluto alla tutela e interpretazione del diritto (ndr: non ci siamo solo noi che non contiamo granchè) ma ci sono insieme legislatore, giudice, notai e altri professionisti che operano in campo legale”.

In risposta a Pitruzzella, Anna Finocchiaro ha  affermato (il pubblico se avesse potuto l’avrebbe abbracciata …) che non si può accomunare l’attività notarile a quella di impresa “perché il notaio agisce nella certificazione della legge, e nel controllo di legalità esercitando un ruolo dello Stato, non può parlarsi di impresa perché soddisfa un interesse della parti ma anche dello stato e controlla la provenienza degli investimenti”.

Ovazione della sala.

Infine l’intervento del Presidente Maurizio D’Errico e la relazione del Presidente della Cassa, sempre preciso, puntuale ma piuttosto preoccupato (lui) e preoccupante (la relazione con i dati esibiti).

La giornata si è chiusa con l’intervento di Carmelo Di Marco Presidente di FederNotai.

Carmelo ha affermato che gli economisti hanno conquistato campo sui giuristi; “non si fanno più scelte valoriali ma solo di consumo e di investimento. Questa mentalità ha causato pesanti crisi ma nessuno ha riconosciuto la responsabilità degli economisti. Tuttavia non serve a nulla lamentarsi con gli economisti: dobbiamo rivolgersi ai politici i quali comprendono solo la convenienza, così come gli industriali e i cittadini.

Il giurista però non può permettersi di farsi trascinare dalla superficialità dilagante: deve mantenere trasparenza e atteggiamento propositivo. Il nostro comportamento non deve dar luogo a critiche: serve lealtà fiscale, l’abbandono di condotte di dumping, sulle quali i consigli devono intervenire. Vanno sanzionati i comportamenti fuorviati, il sistema degli intermediari e degli accaparratori di affari. E’ insidiosa la concentrazione di lavoro, con la formazione di pochi notai importanti e di tanti subalterni che, pur avendo le stesse responsabilità, vengono remunerati molto poco”.

Ha auspicato un radicale ripensamento al progetto di legge nella parte in cui consente agli avvocati di fare il concorso senza fare pratica, perché si verrebbe a creare una sorta di avvocatura titolata.

Infine ha concluso con la rappresentazione di un grappolo di formiche che si tenevano fortemente unite in un unico blocco durante un allagamento; al centro del blocco c’erano le formiche più giovani; la foto era un esempio di quelle specie dette eusociali, le quali, creando gruppo unito e coeso, tutelano i giovani. Tra loro prevale il sentimento sociale anziché quello personale; ma sono le specie con la più alta possibilità di sopravvivenza.

Abbiamo terminato con un mistico concerto al Duomo.

Martedì 10 novembre ore 9

Ci sono stati alcuni interventi di associati Asign (Associazione Italiana Giovani Notai); hanno parlato di etica che sta sparendo, di democrazia nelle elezioni dei consiglieri nazionali, hanno proposto di limitare i mandati per i Consiglieri della Cassa. Hanno chiesto nuove forme di comunicazione:

Dario Restuccia, Presidente dell’associazione Sindacale della Lombardia, ha detto che c’è bisogno di una riforma e questa deve essere la prima sfida del prossimo Consiglio Nazionale.

Luca Donegana ha affermato che il peso della Cassa non può gravare sui giovani; bisogna ridurre le pretese sugli atti che stipuliamo in concorrenza con altre categorie.

E poi, e poi, e poi … decine di altri interventi, tutti sentiti, vivi, partecipati, come mai ho sentito nei precedenti congressi. Questa esperienza del disegno di legge sembra averci fatto ritrovare una partecipazione ed una passione che non avevo mai avvertito.

Sul palco si sono avvicendati giovani e meno giovani, ciascuno portatore di messaggi preparati con serietà, puntuali, intelligenti, argomentati, tali da sollecitare riflessioni e approfondimenti. Pochi escono dal tempo accordato e tutti sono ascoltati con interesse.

Ogni tanto è emerso il solito auspicio a un tetto repertoriale per santificare la categoria; è emersa qualche amara considerazione (da me largamente condivisa) sul fatto che gli ODG non obbligano il CNN ma costituiscono solo auspici (ndr: io auspico di non dover più soltanto auspicare!), una preoccupazione per le posizioni dominanti delle reti di notai che sfuggono ai controlli dei CND, la richiesta di difendere la categoria modificando le forme di comunicazione a livello nazionale.

Si sono sentiti  auspici di più diffuso associazionismo, la speranza di un cambiamento radicale della forma degli atti per eliminare vincoli formali, la richiesta di nuove competenze in nuovi e vecchi settori; l’auspicio che la mentalità diffusa passi da trust machine a trust man come sono i notai; l’auspicio di svecchiare le scuole, insegnarvi inglese, diritto internazionale e soprattutto deontologia, il sogno di creare reti di notai sovranazionali.

Finiti gli interventi dei colleghi, Carlo Munafò ci ha spiegato le modalità di voto. Ciascuno con il proprio cellulare doveva entrare nell’App  del congresso, sezione votazioni,  inserire il PIN che sarebbe apparso sullo schermo per ogni votazione e infine votare. La novità ha reso necessaria qualche prova sottolineata da borbottii imbarazzati e da qualche espressione di profonda soddisfazione finale per aver brillantemente superato il difficile scoglio.

Dopo la prima votazione è piombato tra noi in modo imprevisto e un po’ anche intempestivo il Senatore Schifani.

In realtà poi il suo intervento si è rivelato breve e simpatico.

Ha detto che non avrebbe votato il testo del disegno di legge e ha manifestato le sue perplessità anche sul fatto che la legge antitrust debba essere per forza annuale, perché non c’è certezza se si cambiano le regole con tanta frequenza. “I notai costituiscono un sistema che funziona, la loro è attività pubblica”. Quindi si è mostrato preoccupato dalla possibilità di costituire società senza il nostro controllo; ha detto che la norma non è partita dagli avvocati ma da chi voleva offrire per l’atto di acquisto un pacchetto comprensivo anche della prestazione del notaio.

(Caro Schifani, lo sapevamo bene!); ci ha sollecitato ad essere più severi con i colleghi che agiscono in modo illecito nel gestire  il denaro dei clienti.

“Voi siete sostituti di imposta. Chi di voi sbaglia nel gestire i denari dei clienti non va perdonato”. Prima di lasciare la sala ha aggiunto che dobbiamo garantire la legalità sostituendoci ai magistrati, che siamo necessari per dare fiducia agli investimenti esteri. “Parlo con il cuore; voi credete nella composizione e non nella litigiosità”.

Siamo stati tutti soddisfatti anche se consapevoli che si trattava solo di parole;  gentili sì ma parole …

E’ poi iniziata la votazione degli ordini del giorno.

Il primo veniva presentato dallo stesso  Comitato ordinatore del congresso per promuovere l’abrogazione dell’art. 16 delle preleggi contenente la condizione di reciprocità, fermi restando i divieti collegati al contrasto al terrorismo.

La prova pratica di votazione  va benissimo e l’OdG è passato con 522 si e 40 no.

Il secondo OdG era presentato da FederNotizie nella persona della direttrice Alessandra Mascellaro e quindi non posso fare a meno di ricordarlo. Si chiedeva al CNN:

  • di valorizzare l’area internazionale del CNN con una presenza stabile a Bruxelles;
  • di far conoscere in quali progetti siamo impegnati e con quali risorse;
  • di promuovere maggiore formazione dei notai in campo internazionale.

L’intervento di Paolo Pasqualis è stato sostanzialmente di condivisione; ha spiegato che il CNN ha privilegiato la presenza dei notai e non la rappresentanza stabile perché questa scelta sarebbe stata un modo di delegare a un soggetto non notaio un’importanza che non dovrebbe avere;  ha confermato che nei gruppi di lavoro intervengono quasi esclusivamente notai.

L’intramontabile Giancarlo Laurini, candidato alla presidenza dell’associazione giovani notai del prossimo anno, è intervenuto per raccontare quale bella figura ha fatto il notariato italiano nell’ultimo congresso del notariato internazionale.

Restuccia ha confermato che è importante calarci nella dimensione europea.

L’OdG è stato approvato a larga maggioranza!

E’ poi iniziata la discussione e la votazione dei successivi 24 ordini del giorno.

Il Presidente Arrigo Roveda ha diretto i lavori, ha stabilito i tempi d’intervento e ha proceduto con autorevole calma e sicurezza; in modo tale che, malgrado il poco tempo a disposizione, sia tutti coloro che avevano presentato gli  OdG, sia i colleghi che volevano commentarli sono riusciti a esprimere il loro pensiero.

Incredibilmente non si è creata confusione, né richieste di emendamenti, fatta qualche eccezione che però non è sfociata in votazione.

Avevo ed ho tuttora in mente precedenti imbarazzanti situazioni in cui chi doveva dirigere questa fase del Congresso non riusciva a gestire il contorto grappolo di modifiche presentate, facendo arrossire tutti i notai in sala …

Ebbene … questa volta non è andata così.

Gli OdG sono stati semplici, chiari e concisi; tutti ben scritti e comprensibili e tutti inerenti temi di reale interesse per la categoria. Infatti la sala ha approvato, ha approvato e ha approvato ancora; mi sembra che sia stato respinto un solo ordine del giorno.

Ma solo alla fine che mi sono accorta dell’inaudita novità. Nelle ultime ore mi mancava qualcosa; leggevo gli OdG sul mio cellulare e sullo schermo, ma non riuscivo a capacitarmi di cosa mi sfuggisse … e poi … ma certo: ecco cosa mancava … non c’era l’OdG in cui si ringraziavano le autorità, il Consiglio Nazionale del Notariato, la Cassa, il comitato ordinatore, il Consiglio distrettuale ospitante, gli ospiti, gli intervenuti, i parenti dei presenti, il personale di servizio, le hostess, il catering ecc.

Per la prima volta nella storia dei congressi dei notai. E’ stato un avvenimento storico!

Forse siamo riusciti anche noi a fare un passettino verso lo svecchiamento delle formalità!

E siamo arrivati al fatidico discorso di chiusura del presidente D’Errico il quale ha iniziato ringraziando tutti i consiglieri; insomma, in questo congresso, qualcuno doveva pur avere il ruolo di ringraziatore…

Ha ricordato poi brevemente il calvario degli ultimi otto mesi (“abbiamo reagito sulla stampa, difendendoci anche se non eravamo pronti per la guerra, ma molti opinionisti ci hanno sorretto”), ma anche i risultati e i riconoscimenti ottenuti in campo internazionale.

Infine per alleggerire l’atmosfera, ad accompagnare il racconto del vissuto del Presidente, sono state proiettate diapositive con vignette comprensive dalle presenza di cani, accompagnate da suoni di sveglia, marcette musicale, che senza dubbio hanno contribuito a creare un’atmosfera meno istituzionale, sfumando la stanchezza e la tensione, ma che hanno anche suscitato notevoli perplessità sul folklore dell’iniziativa.

Intanto il Presidente continuava a raccontare come fossimo riusciti a farcela superando i problemi del Disegno Di Legge. Ha chiamato sul palco Sveva Dalmasso, consigliere del Consiglio Distrettuale di Milano ed organizzatrice del Congresso, per consegnarle una torta per il suo compleanno (che era stato il giorno precedente). Ha ringraziato i tanti che hanno lavorato per questo congresso; sul video sono sfilati i nomi di tutti i collaboratori di CNN; il Presidente ha  ringraziato tutti gli insegnanti delle scuole notarili, i membri dei consigli distrettuali, chiunque, credendo nel notariato, vi si dedichi con passione.

Tutti membri del CNN sono saliti con lui sul palco in un caleidoscopico saluto generale con musichette, vignette e applausi …

Infine volendo salutare ed incoraggiare le colleghe e tutti i giovani, ha chiamato sul palco la giovanissima collega Elena Signori alla quale ha donato una rosa bianca.

Personalmente questo è stato il gesto che ho apprezzato di più e con me credo tutti i presenti, anche perché Elena (un nome, un programma) è davvero bella, giovanissima, flessuosa e delicata come un fiore. Ha preso la parola e ha ringraziato mormorando: “Speriamo…”. Lo abbiamo pensato tutti noi.

Commozione tra il pubblico e chiusura dei lavori.


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