Armiamoci…e partiamo!

I fatti in sintesi:

  • un notaio del Distretto di Milano viene condannato in via definitiva (dopo i giudizi sempre confermati di Coredi, Corte d’Appello e Corte di Cassazione) ed è soggetto ad altri procedimenti in corso di definizione per aver violato (anche) le norme che richiedono la personalità della prestazione;

  • il notaio suddetto presenta esposto all’Antitrust;

  • l’Antitrust, richiamando anche altri esposti anonimi (e con firme false), avvia l’11 gennaio 2017 una procedura istruttoria contro il Consiglio Notarile di Milano;

  • l’Antitrust sequestra presso la sede del Cnd documenti e file, compresi gli scambi di posta elettronica riservati dei consiglieri;

  • intervengono al procedimento contro il Consiglio una società commerciale che gestisce servizi per i notai e altri due notai del distretto di Milano, entrambi già sottoposti a procedimento disciplinare, di cui uno (con condanna in primo grado) in merito alla mancata conservazione e al mancato pagamento di tassa archivio e contributi a Cnn e Cassa delle quietanze relative ad operazioni di surroga (che saranno anche oggetto dell’istruttoria dell’Agcm);

  • interviene l’Associazione sindacale dei notai della Lombardia;

  • non vengono ammessi ad intervenire “ad adiuvandum” gli altri Consigli Notarili, Federnotai e decine di singoli colleghi;

  • l’Antitrust invia il 21 febbraio 2018 al Cnd e ai soggetti intervenuti la comunicazione delle risultanze istruttorie (CRI) relative al suddetto procedimento a firma del Segretario Generale Roberto Chieppa (Presidente di Sezione del Consiglio di Stato) con cui ribadisce la propria tesi che il Cnd di Milano utilizzerebbe in modo strumentale il potere di vigilanza e disciplinare per limitare la concorrenza a danno dei notai più produttivi e performanti.

  • Il Cnd di Milano in data 22 febbraio invia il documento (di ben 83 pagine) ai notai del Distretto quali soggetti formalmente interessati al procedimento.

La verità è però che, contrariamente a quanto qualcuno prova a far credere, i soggetti interessati sono oggi i quasi 5500 notai di tutto il territorio nazionale e domani tutti i professionisti italiani.

L’Antitrust, sollecitato da alcuni notai e con la duplice funzione di giudice istruttore e giudicante (contro le cui decisioni si può ricorrere al Tar e –sic!- al Consiglio di Stato), ha messo in discussione il sistema di controlli e di vigilanza su cui oggi si fonda il Notariato. Anche il legislatore ha riconosciuto che la funzione disciplinare è un pilastro del nostro sistema di garanzia e ha confermato, con la modifica dell’art. 93-ter della legge notarile, quanto già affermato dalla Cassazione escludendo la competenza dell’Antitrust in relazione “agli atti funzionali al promovimento del procedimento disciplinare”. Ma per l’Antitrust questa norma non si applicherebbe in quanto (a suo avviso) contraria alle norme europee e quindi incostituzionale (di contrario avviso autorevole dottrina), ma anziché impugnarla prosegue nella sua battaglia ideologica come se nulla fosse (per non parlare poi dell’utilizzo di strumenti discutibili come l’uso di frasi decontestualizzate estratte da Relazioni assembleari degli ultimi 5 anni o la pubblicazione di stralci di scambi di email personali tra i consiglieri in merito a bozze di delibere): il potere disciplinare del Consiglio notarile, composto da “concorrenti”, non sarebbe finalizzato alla tutela degli utenti ma sarebbe strumento di limitazione della concorrenza; liberi tutti!

Sono certo che i Consigli Notarili Distrettuali di tutta Italia non si faranno intimidire e continueranno a esercitare il potere di controllo e vigilanza che la legge gli riconosce.

E’ di questi giorni anche la notizia che la società commerciale che si occupa di servizi per i notai (e che è già intervenuta nel procedimento dell’AGCM) ha anche impugnato (unitamente ad un notaio) al Tar la circolare dell’Archivio Centrale Notarile sulle modalità di repertoriazione delle quietanze (e sul pagamento di tassa archivio e contributi) chiamando in causa anche la Cassa. Vedremo se verrà riconosciuto il suo interesse legittimo e che posizione prenderà la Cassa, ma sono chiari i segnali di un tentativo di invasione di campo da parte del mondo imprenditoriale che lucra sull’attività dei notai.

Si tratta di iniziative che riguardano tutti noi perché finalizzate a scardinare il sistema attuale di regole senza utilizzare i corretti procedimenti politici. Esistono certamente legittime visioni di Notariato basate sullo sviluppo dell’attività industriale e commerciale, la concentrazione e standardizzazione del lavoro, e lo smantellamento delle regole attuali che tende a

– eliminare il maggior numero di controlli,

– considerare i colleghi esclusivamente come “competitors”,

– trasformare il notaio in un “professionista di parte”, “meno indipendente” e con responsabilità inferiori verso lo Stato.

Chi è portatore di queste (legittime) visioni si candidi al Consiglio Nazionale con un programma trasparente, si impegni nella categoria per convincere i colleghi delle proprie idee e le attui seguendo le regole democratiche.

Non è politicamente accettabile assistere inermi a questa deriva.

Qualcuno ha dichiarato guerra al Notariato? Allora armiamoci…e partiamo!

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Armiamoci…e partiamo! ultima modifica: 2018-02-26T09:17:42+00:00 da Domenico Chiofalo