Ancora sull’assemblea dei delegati alla Cassa. Il re è nudo, lo vogliamo rivestire?

Roberto Montali, consigliere di amministrazione della Cassa in rappresentanza di Marche ed Umbria, replica alla Tribuna Aperta (rubrica che ospita contributi esterni alla redazione) di Tommaso Del Freo pubblicata lunedì. Evidentemente l’argomento Cassa è molto caldo. Lo è perché le proiezioni demografiche mettono in discussione modelli previdenziali, non solo notarili, da tempo consolidati. Ma lo è anche perché, e ne va dato merito anche alla tavola rotonda dell’ultimo Congresso Nazionale, occorre rimettere in discussione il punto di equilibrio tra solidarietà e contribuzione, tra diritti acquisiti e principi costituzionali. La categoria, alla sua base, deve probabilmente colmare un deficit di conoscenza sui modelli previdenziali ed è per questo che sarà utile seguire oggi, alle 15, i lavori del webinar organizzato da Federnotizie cui è ancora possibile iscriversi gratuitamente.


Il re è nudo, lo vogliamo rivestire?

di Roberto Montali
Consigliere CdA Cassa Nazionale del Notariato

Scrivo queste considerazioni per confutare dall’interno, visto che sono nel CdA della Cassa ed ero presente sabato a discussioni e votazioni Delegati, alcune cose dette e scritte, anche da questa testata, non rispondenti assolutamente a verità.

In particolare ci tengo a rassicurare il collega Del Freo e i lettori sulla inesattezza di alcuni suoi assunti pubblicati a votazione calda.

Si è letto di un Presidente despota e tiranno nei confronti del Consiglio da lui capeggiato. Assurdo, Giambattista Nardone, un galantuomo, è il naturale portavoce dell’idea dell’intero CdA; con il suo carattere e il suo carisma, ma quello che dice riassume il pensiero di tutti noi.

Si è letto di liste di proscrizione per i contrari nella votazione dei Delegati: niente di più falso, visto che l’evidenza dei votanti è stata determinata dal voto palese e dalla modalità mista del voto stesso tra presenza e remoto; il tutto poi sarebbe stato gestito all’interno di una tornata elettorale forzata da una reprimenda presidenziale su competenza nostra e ignoranza altrui. Anche qui dissento pesantemente posto che l’evidenza, data da fatti ed anni di studi sull’aggiustamento, è stata messa in campo più a livello di battuta o di dato oggettivo che altro.

Non mi soffermo sul presunto poco tempo a disposizione dei Delegati che hanno avuto il materiale a fine agosto, una spedizione di materiale ulteriore ed una mail del presidente, condivisa da tutti noi Consiglieri, che spiegava lo studio proposto per filo e per segno; il tutto unitamente a una manifestata disponibilità dell’intera struttura Cassa, e in specie del Direttore Lombardi, a rispondere ad ogni quesito o questione del caso.

Viene proposta un’idea di scollamento CdA/Delegati e, addirittura, vertice/base: qui siamo al surreale, se pensiamo che nella votazione più divisiva (articolo 4 Statuto) i voti favorevoli hanno battuto i contrari per 48 a 22 e solo per 4 voti non si è ottenuto il “via libera” ma all’interno di una vittoria comunque vistosa.

Quindi il voto non disapprova certo la gestione della Cassa ma dice sì, a larghissima maggioranza, alle proposte del CdA della Cassa!

Si parla poi di problemi sull’equilibrio finanziario attuale con la volontà di mettere una toppa temporanea per scaricare sui futuri vertici il peso di una ipotetica riforma. FALSO ASSOLUTO!

I bilanci parlano chiaro al proposito e tutti coloro che pensano come il collega Del Freo dovrebbero ricordare e comprendere che una riforma o un aggiustamento dei conti, in campo previdenziale, impiegano almeno 15/20 anni per andare a regime e mostrare risultati. Se davvero ci fossero stati problemi urgenti bisognava operare subito o con l’aumento dei prelievi o con il taglio delle prestazioni! Basta chiederlo, se non a noi, a chiunque si interessi e conosca il sistema previdenziale.

La realtà è che questo CdA ed il suo Presidente hanno avuto il merito e la trasparenza di portare in Congresso Nazionale, per la prima volta e nell’unico spazio concesso, la discussione sul sistema solidaristico attuale e quello contributivo da alcuni sognato. E’ un merito storico inoppugnabile, dopo tanti anni in cui se ne discuteva, magari in maniera carbonara, nei corridoi dei Congressi!

L’aggiustamento dei conti proposto ed accettato dalla larga maggioranza dei Delegati non prendeva però in considerazione sistemi o ipotesi, mirava a blindare, nel medio e lungo periodo, gli equilibri della nostra Cassa previdenziale.

Quanto alle ultime osservazioni fatte dal collega Del Freo, Notaio studioso e preparato ma sul punto forse, a torto, cinematografico, vorrei rassicurarlo del fatto che nessuna nave va alla deriva, almeno non la nostra della Cassa che marcia, annualmente, con cospicui avanzi di gestione e che l’equipaggio (cioè noi del CdA) non dà assolutamente segni di insofferenza ma marcia compatto al fianco del suo Presidente che riscuote tutta la nostra fiducia e quella della maggioranza assoluta dei Notai italiani.

Queste poche precisazioni per ristabilire la verità storica dei fatti all’interno di una rivista da sempre al fianco di trasparenza e verità e da parte di un lettore affezionato che, tra l’altro, da oltre trenta anni segue quel Movimento che è il motore della rivista stessa.

Con immutata amicizia ma tanto mi sentivo di far sapere.


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