Accesso: quale futuro per i nostri ragazzi?

“Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.”

Charles Darwin

Il notariato che cambia sotto i nostri occhi.
Il notariato che subisce strane mutazioni proprio mentre noi all’interno stiamo facendo notariato. Il notariato che cambia chiave e serratura per l’accesso talmente velocemente che quando i praticanti ti chiedono qual è il limite di età per accedere al concorso, anche se sei dentro al sistema e ai problemi di categoria, rischi di rispondere “mi sembra 50 anni, ma controlla perché forse è cambiato qualcosa”.

In meno di 15 anni di professione, ho personalmente assistito:

  • all’introduzione della preselezione informatica;
  • alla modifica della preselezione informatica (nel senso di esonerare dal sostenerla per tre volte consecutive il candidato che l’avesse già superata);
  • alla soppressione della preselezione informatica;
  • alla modifica delle modalità di correzione degli elaborati scritti (che vengono considerati complessivamente e non più singolarmente);
  • all’inserimento del limite delle tre consegne;
  • all’innalzamento del limite di età.

Tralascio la valanga di ricorsi amministrativi che si sono periodicamente scatenati contro un sistema di regole di concorso congegnato come il sistema attuale, ricorsi che in alcuni casi hanno portato all’ammissione “con riserva” di candidati alle prove scritte, alla ricorrezione degli scritti a scapito del sacrosanto principio di segretezza e in diversi altri casi anche alla nomina di notai che erano stati ammessi “con riserva” alla partecipazione al concorso stesso.

… Darwin sarebbe stato orgoglioso di noi?

In realtà la domanda concreta è se un sistema come quello attuale (oggetto di vari interventi legislativi) assicuri realmente la continuità all’intera categoria.

Lo spunto per soffermarmi sull’argomento mi è stato offerto da una lettera ricevuta in questi giorni dalla redazione di Federnotizie che rammentava le anticipazioni del nostro Presidente Maurizio D’Errico nel discorso presentato all’ultimo Congresso Nazionale circa la possibilità della soppressione del limite delle tre consegne per l’accesso al concorso e chiedeva aggiornamenti sul tema.

E’ noto che al Ministero è aperto da qualche tempo un tavolo di confronto con i vertici proprio nel tentativo di affrontare lo spinoso tema dell’accesso.

Raccogliamo la domanda del nostro lettore e la rivolgiamo direttamente da queste pagine al Consiglio Nazionale del Notariato.

A distanza di quattro mesi dal Congresso Nazionale del Notariato, sarebbe interessante conoscere quale sarà la sorte dei nostri ragazzi, parlando – anche in questi termini – del futuro.

E’ interessante sapere se la paventata abolizione delle tre consegne sarà presto una realtà oppure se è stata una anticipazione poco accorta da parte del Presidente, ma soprattutto come e cosa i nostri organi istituzionali intendono proporre al tavolo ministeriale in funzione dell’interesse collettivo sulla materia.

Se vogliamo ragionare sull’abolizione del limite delle tre consegne, che probabilmente ci fa correre il rischio di escludere i candidati più maturi e preparati, dobbiamo anche pensare di bilanciare tale abolizione con altri meccanismi preselettivi neutri (decentrati?) coperti da segretezza che garantiscano al concorso snellezza e tempi relativamente veloci di correzione.

Scardinati i tradizionali baluardi della nostra professione, abbiamo ormai compreso che saremo di più e che dovremo misurarci con parole come “concorrenza” e “aumento delle sedi”.

Mi soffermo però a pensare che queste parole potrebbero essere recepite forse diversamente dalla categoria se, a monte, ci fosse un sistema di accesso veloce, senza deroghe per nessuno ed equilibrato, attento a licenziare validi professionisti (magari anche formati sui valori etici del notariato) e non acrobati del diritto addestrati solo a chicane giuridiche sempre più performanti.

Un notariato solido necessita di un sistema di accesso altrettanto solido e serio, di un sistema che non si presti a ricorsi o rivoli giuridici in cui insinuarsi, ma che trasmetta ai concorsisti la certezza di essere selezionati sulla esclusiva base di una scala di merito, non interpretabile secondo tendenza.

Auspico che il Consiglio Nazionale non si chiuda nel solito pervicace silenzio che lascerebbe forse sottendere interessi a non divulgare e a non condividere, ma che – a seguito di questo invito – venga trasmesso alla categoria un aggiornamento sullo stato dell’arte dei lavori di riforma. Differentemente dalle pagine di questo giornale, verranno inoltrate ancora richieste di chiarezza, richieste di trasparenza e di aggiornamento, perché anche noi di Federnotizie apparteniamo all’elettorato e, insieme a ogni singolo collega della base, ricordiamo che il nostro voto conta e merita rispetto.

Se emergerà infine che obiettivo del nostro CNN è quello di presentare un intervento riformatore, allora ben venga un altro cambiamento, purchè volto a garantire trasparenza e stabilità, il tutto naturalmente …fino al prossimo processo evolutivo, attivabile fra qualche tempo solo ed esclusivamente in funzione della sopravvivenza della specie (rectius, della categoria).

Darwin docet.

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Accesso: quale futuro per i nostri ragazzi? ultima modifica: 2015-01-20T14:45:08+01:00 da Alessandra Mascellaro
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