Soppressione del Gruppo Equitalia e “rottamazione delle cartelle esattoriali”

Alessandro Ottolina

La Legge di conversione del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 (L. 1 dicembre 2016, n. 225) – che si accompagna, precedendola, alla Legge di Stabilità 2017, approvata al Senato l’8 dicembre – ha confermato la definitiva soppressione delle società del “Gruppo Equitalia” e la possibilità di definizione agevolata delle somme iscritte nei relativi ruoli (cd. “rottamazione delle cartelle”).

In primo luogo, l’eliminazione di Equitalia – contenuta nel Capo I del provvedimento convertito – è stata dettata dalle necessità di ricreare un “corretto rapporto tra fisco e contribuente” e ottimizzare l’attività di riscossione attraverso l’incremento dell’adempimento spontaneo.

Ciò adeguandosi anche al rapporto OCSE (pubblicato il 19 luglio 2016) che ha evidenziato, tra gli elementi critici del “sistema Equitalia”, la pratica di richiedere pagamenti indebiti a carico dei contribuenti, tale da sfiduciare drammaticamente i cittadini sulla correttezza e affidabilità dell’intero sistema fiscale.

Dal 1° luglio 2017, pertanto, tutte le società del Gruppo Equitalia – ad eccezione di Equitalia Giustizia S.p.a. – verranno cancellate d’ufficio dal Registro delle Imprese e conseguentemente estinte, senza alcuna procedura di liquidazione.

Il compito di riscossione nazionale passerà in carico direttamente all’Agenzia delle Entrate, più precisamente al nuovo ente strumentale “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, al quale anche gli enti locali e le società da essi partecipate potranno affidare le proprie attività di accertamento, liquidazione e riscossione.

Sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia e delle Finanze, il nuovo ente subentrerà a titolo universale in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo estinto e potrà avvalersi per la riscossione sia dei poteri di indagine già in uso all’AE (es. accesso alle banche dati) sia del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato e di avvocati del libero foro.

Secondariamente – all’art. 6, Capo II (“Misure urgenti in materia fiscale“) del Decreto convertito – è stata anche confermata la possibilità per i soggetti attualmente nel mirino delle società del Gruppo Equitalia di estinguere i propri debiti affidati a quest’ultime dal 2000 al 2016, senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.

Ciò attraverso il solo pagamento integrale – accompagnato alla rinuncia di ogni contestazione sul dovuto – delle somme a titolo di capitale, interessi, aggio nonché rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Più precisamente, il debitore dovrà saldare – anche mediante dilazione produttiva di interessi – il 70% per cento delle somme complessivamente dovute entro l’anno 2017, mentre il restante 30% entro l’anno 2018. Dal punto di vista procedurale, la definizione opererà solo a seguito di richiesta del debitore.

La relativa istanza dovrà essere presentata all’agente di riscossione entro il 31 marzo 2016, con dichiarazione redatta su apposito modulo (rinvenibile sul sito internet dell’ente) nel quale si dovrà tra l’altro: (i) indicare il numero di rate per il pagamento; (ii) segnalare eventuali giudizi relativi ai carichi cui si riferisce la dichiarazione; (iii) obbligarsi all’abbandono dei contenziosi di cui al punto che precede.

A seguito della richiesta, l’agente della riscossione non potrà, tra l’altro, avviare nuove azioni esecutive o iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche (fatti salvi quelli già iniziati e/o iscritti).

Successivamente, entro il 31 maggio 2017, l’agente della riscossione comunicherà al debitorie istante l’ammontare complessivo del dovuto e, in caso di richiesta di dilazione, quello di ciascuna rata con le relative scadenze.

Per agevolare la procedura di definizione, tra l’altro, l’ente sarà obbligato – attraverso i propri sportelli o il proprio sito internet – a comunicare a ciascun debitore richiedente i dati necessari a individuare i carichi definibili.

Si segnala, infine, che sarà necessaria la massima puntualità dei pagamenti. In caso di mancato o tardivo pagamento, infatti, la definizione non produrrà effetti, tornando a essere dovuto dal debitore l’importo originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, e i versamenti già effettuati saranno trattenuti dalla AE a titolo di acconto.

 

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Soppressione del Gruppo Equitalia e “rottamazione delle cartelle esattoriali” ultima modifica: 2016-12-17T08:03:35+01:00 da Redazione Federnotizie
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