ConfProfessioni e il progetto Carceri per il Giubileo della Misericordia

di Giuseppe Calafiori, presidente di ConfProfessioni Lombardia

Luigi, Abdel, Massimo e Piero sono quattro ex detenuti che hanno saldato il loro “conto” con la giustizia. Loro e altri cinquecento, in quindici anni hanno frequentato la Cisco Networking Academy del Carcere di Bollate. Alcuni ora lavorano nel settore informatico, ma tutti non sono più rientrati in carcere, a differenza di quanto avviene nel resto d’Italia dove la recidiva supera il 60% secondo dati dell’Amministrazione Penitenziaria.

Perché loro e non noi? …“, si è chiesto in un’Udienza giubilare Papa Francesco.

ConfProfessioni (associazione aconfessionale), nel cinquantesimo della sua costituzione, durante il Giubileo della Misericordia, insieme a due multinazionali – Cisco e Vodafone – e a Universo onlus che fa lavorare detenuti ed ex detenuti, tutti coordinati e sostenuti dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, hanno deciso di replicare in altre dieci carceri il buon esempio del carcere di Bollate.

Insieme daranno la possibilità ogni anno ad almeno cento detenuti di intraprendere una nuova vita studiando le tecnologie informatiche e di rete.

Sabato scorso 12 novembre, tutti i Partner presenti al Giubileo dei Professionisti – con quei quattro ex detenuti – hanno offerto questo progetto a Papa Francesco, che proprio nella stessa Udienza ha declinato la Misericordia come inclusione.

Un modo concreto per dimostrare che il professionista non è solamente un arido tecnico chiuso nel suo studio o peggio ancora un costo e una tassa per cittadini e imprese, ma un protagonista a pieno titolo della vita sociale delle comunità in cui opera:

  • investe e assume (90% donne e under 40), sostenendo così i propri territori con una vera e propria “responsabilità sociale”, responsabilità che incarna con prontezza e proattività;
  • pensa e trova soluzioni per migliorare la vita di cittadini e imprese (Cfr. l’evento e le proposte #miglioraMI presentate la scorsa primavera ai candidati sindaco di Milano);
  • partecipa a programmi di formazione dei giovani alla legalità  (“Acto e Norma” e la recente campagna nelle scuole superiori);
  • apre il proprio studio al futuro, ai giovani  (Cfr. i Protocolli d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale e Regione Lombardia per l’alternanza scuola lavoro o l’Erasmus per i giovani Professionisti, entrambi firmati da ConfProfessioni).

In altre parole attua un vero “give back”, restituendo una parte dei propri talenti ricevuti gratuitamente, coltivati e moltiplicati con fatica, per la crescita del Paese.

Proprio questo è stato il titolo del Convegno per il 50° di ConfProfessioni, tenutosi davanti a oltre mille professionisti, un evento incastonato fra due eventi preziosi: il giorno prima, la firma al Ministero della Giustizia del Protocollo Carceri; il giorno dopo, l’Udienza con Papa Francesco, il passaggio – l’ultimo momento utile di questo straordinario Giubileo – attraverso la Porta Santa e la Celebrazione (per oltre un migliaio di professionisti, con relativa coda commovente per centinaia di confessioni…) di una Santa Messa all’altare della Cattedra di San Pietro.

Tre giorni che hanno fatto bene al cuore, alla mente e alle speranze dei professionisti italiani.


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