Non sono Mago Zurlì

Il titolo del Congresso nazionale del notariato di questo anno 2016 è: “Affetti e patrimonio nella famiglia che cambia”.

In realtà dopo avervi partecipato si può ammettere che la famiglia cambierà pure, ma la mentalità di alcuni notai resta immutata nei secoli, aggrappata a personali, limitate visioni del mondo.

Il manifesto del congresso ritrae con immagini stondate, semplificate e infantili, stile fumetto per scuole materne, una famiglia felice, composta da due genitori e due bambini, che sta in soggiorno davanti alla TV.

L’intera famiglia viene traslocata con una gru tra le nuvole, suo malgrado o almeno a sua insaputa, per meta non conoscibile.

Volendo rifletterci, la cosa è un po’ inquietante perché nessuno sembra accorgersi del fatto che la stanza viene traslocata en plain air per andare verso il vuoto più assoluto; senza parlare del figlio più grandicello, quasi adolescente che legge seduto su una scaletta con i piedi appesi nel vuoto e aria sognante.

Finte nuvolette bidimensionali vagheggiano tristemente nel cielo azzurro, mentre un buffo omino cerca di utilizzare una penna più grande di lui per firmare un contract. Non sarà mica un notaio?!

Rabbrividisco in previsione della triste fine che ci viene prospettata secondo la quale dovremmo utilizzare con difficoltà strumenti più grandi di noi ed abbandonare il nostro italiano per la lingua inglese …

Giovedì 27 ottobre

L‘inizio è previsto per le 15.00; sono le ore 15,30 e in attesa dell’apertura dei lavori, un po’ assopiti dal pasto, veniamo svegliati da una marcetta stentorea, vagamente yeye, mentre il video ci informa che il notaio è cittadino super partes, che semplifica le procedure, è digitale, è efficiente ed è unico sportello tra le autorità e il cittadino, e tante altre amenità per noi assolutamente nuove.

Il primo saluto è del Presidente del consiglio notarile ospitante, Notaio Nicola Marino.

Marino ricorda il congresso che si tenne a Verona nel 1966, al quale partecipò il nonno e dove (incredibile! Però all’epoca non esistevano i crediti formativi) si poteva anche partecipare per delega.

In quel convegno di 50 anni fa si disse che la legge del 1913 aveva bisogno di un rinnovamento pur avendo diritto a una medaglia … Strano come tali parole siano valide anche oggi!

Infine il congresso viene dichiarato ufficialmente aperto con il canto dell’inno nazionale. Commozione nella sala.

Interviene Enrico Sironi, Consigliere Nazionale, che dopo aver fatto una rapida carrellata su tutti gli interventi settoriali successivi alla riforma del diritto di famiglia, dice di ritenere che anche il legislatore senta l’esigenza di cambiare e aggiornare la materia. Questo congresso vuole auspicare un ripensamento delle regole dei patti successori e della successione necessaria, con l’apporto del notariato.

Il Presidente Salvatore Lombardo legge quindi un telegramma del Presidente della Repubblica che, insolitamente, esprime il più grande apprezzamento per i notai.

Il Presidente ci informa che il ministro Orlando non parteciperà ai lavori.

In un primo momento si diceva perché fosse in Vietnam, tuttavia, dopo meticolose ricerche, è stato visto (dopo il rientro dal Vietnam) in un carcere di Padova nella giornata di venerdì per una improcrastinabile inaugurazione; la distanza tra Padova a Verona è tale da non consentirne il superamento; viene così svelato il vero motivo della sua assenza.

Tra i presenti si diffonde la consapevolezza che, stante la vacanza del ruolo di custode da parte del ministro Orlando, i sigilli ce li dobbiamo guardare noi ed anche tenendo le spalle al muro per evitare attacchi inaspettati.

Seguono gli interventi del sindaco di Verona Flavio Tosi (che ringrazia di aver scelto Verona ed invita i presenti a fare un giro in città per aiutare la sua economia a crescere) e del ministro Maria Elena Boschi, ospite del congresso, la quale esordisce dandoci il buon giorno e ricordandoci che è il terzo anno consecutivo che viene al congresso nazionale.

Il Ministro apre una campagna elettorale che inizia con le solite lusinghe; “Siete un presidio di legalità sul territorio … il vostro controllo dà certezza alle transazione e ai rapporti tra cittadini imprese … i notai italiani sono presi ad esempio in altri paesi quali Cina e USA …  siete motivo di orgoglio per tutti gli itaIiani … contrariamente a quanto si crede (da chi?) la vostra categoria ha grande capacità di assorbire e applicare le nuove normative …”.

Passa poi ad argomenti più vicini al comizio elettorale: “Le riforme sono nelle mani dei cittadini … bisogna fare chiarezza tra le competenze delle regioni e dello stato…”

Infine invita ad andare a votare e a leggere la domanda per capire bene le novità etc. etc.

Si passa agli interventi di Paolo Pasqualis e del Presidente del Consiglio del Notariato dell’Unione Europea. Questi, dimostrandosi ottimista, dice che pur essendo un momento difficile per l’unione europea, è però un momento di successo per l’Europa del diritto, basti pensare alle norme societarie, a quelle su appalti, regolamento successioni, convivenze registrate, tutte norme adottate da tutti i paesi della UE, pur con le grandi disparità tra i sistemi nazionali interni. Il notariato è comunque sempre ascoltato, e le sue opinioni richieste.

Segue l’intervento di Daniel Sédar Senghor, presidente dell’Unione internazionale del notariato, primo notaio del continente africano ad assumere questa carica.

Di nuovo tanti complimenti per i notai da parte del Sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli secondo la quale il notaio, come i funzionari ministeriali, fa un mestiere faticoso ma che non gode di un buon giudizio, non è apprezzato e a volte è persino giudicato inutile. Le battaglie che facciamo sono ritenute battaglie di casta che vuole mantenere i suoi privilegi.

Dichiara, strappando un’ovazione della folla: “ci vuole più giustizia e meno MISE!”.

Azzarda previsioni per un futuro del quale abbiamo imparato a diffidare. Ipotizza di:

– avvalersi della informatizzazione dei notai per la trasmissione telematica degli estratti repertoriali al fine di costituire una banca dati per la pubblica amministrazione,

– creare l’atto successorio,

– semplificare le procedure per il concorso o per il trasferimento delle sedi,

– superare il limite delle tre consegne al concorso,

– accorpare distretti notarili,

– modificare i criteri per la distribuzione delle sedi.

Infine riconoscendo che il Paese è oppresso dalla burocrazia soffocante, sogna di delegare ai professionisti alcuni atti della pubblica amministrazione.

Per strappare l’ultimo applauso (e in effetti ci riesce), dichiara di ritenere necessario superare le richieste delle professioni limitrofe che cercano di appropriarsi di competenze di altre professioni.

La parola passa a Mario Mistretta che rispolvera citazioni di Roosevelt: “bisogna avere paura solo della paura”. “Ci occorre coraggio per offrire al paese un notariato adeguato; dobbiamo essere stato che parla alla comunità con rapidità, verità e con parole visibili”.

Segue una pausa in attesa del Ministro Alfano, aspettato da tutti con nervosismo, anche perché, mancando la disponibilità dell’acqua per problemi organizzativi, chi aveva sete si è dovuto attaccare ai caffè, unico liquido potabile e disponibile.

Anche Alfano cerca di blandirci prima di partire con la sua campagna elettorale. Dice che “il riformismo è l’arte di cambiare le cose che non funzionano e toccare il notariato vuol dire cambiare quello che funziona.

Siete garanti di ciò che certificate e la crisi del subprime non si sarebbe verificata se negli USA ci fosse stato un sistema di notariato come quello latino.

Nel nostro paese i notai hanno garantito affidabilità sul piano legale e hanno dato le migliore performance sul piano della affidabilità, correttezza e garanzia.

Se distribuiamo la competenze dei notai ad altri non sono certo che non ci sarebbero infiltrazioni della criminalità organizzata. Siete una elite e influencer, leaders che hanno il peso di orientare il giudizio degli altri”.

E siccome siamo influencers ben possiamo, dopo tante lusinghe, convincere i nostri clienti a votare per il sì al referendum.

Alfano paragona il nostro ruolo preventivo a quello del Ministero dell’Interno: entrambi facciamo prevenzione il cui scopo è negativo, cioè non far succedere niente. Garantiamo sicurezza ma il risultato non si vede.

Conclude il paternalistico discorso del Presidente che non riporto perché pubblicato in sintesi (ma perché in sintesi?) su CNN.

Venerdì 28 ottobre

La mattinata del venerdì trascorre velocemente tra due tavole rotonde in tema di diritti ereditari e programmazione patrimoniale nella famiglia che cambia, nonchè di contratti di convivenza e patti prematrimoniali, nell’evoluzione del diritto interno ed europeo.

Sono presenti, tra gli altri, Enrico Costa Ministro degli affari regionali e delle autonomie con delega alla famiglia, Pietro Marzotto, il Consigliere CNN Enrico Sironi, il professor Salvatore Patti e il Vice Presidente del CNN Albino Farina.

In effetti dai numeri e dati che vengono riportati emerge un notevole cambiamento sociale, basti pensare che più circa un quarto dei bambini nascono fuori del matrimonio e che più del 40 per cento delle donne nate tra il 1970 ed il 1974 non hanno figli; in compenso aumentano divorzi e famiglie con figli unici.

Malgrado l’iniziale auspicio di Enrico Sironi, non sembra che la politica avverta le esigenze di cambiamento in tema di successioni perché il ministro Costa afferma chiaramente che non sono previste modifiche nella disciplina ereditaria.

Peccato, ci speravamo, perché spesso, soprattutto quando spieghiamo ai clienti le norme sulla successione necessaria e sui patti successori, è difficile rendere credibili certe forzature e sembra davvero di applicare normative da Medio Evo. Tuttavia dopo un secondo appello di Sironi, che chiedeva se la politica fosse sensibile al fatto che l’allungamento della età renda necessario programmare la ripartizione del patrimonio familiare e di conseguenza un intervento nel diritto successorio, il ministro si apre un po’ e ammette che si tratta di un tema che va affrontato complessivamente tra più ministri, che i provvedimenti devono avere una genesi ampia per coordinare più competenze, e finisce dichiarando di assumersi l’impegno di prendere l’iniziativa e di affrontare il tema del cambiamento del diritto successorio. Infine strappa l’ovazione della folla dicendo che di recente troppo spesso temi di giustizia vengono affrontati dal Mise.

Si parla poi anche del vessato problema del passaggio generazionale nelle aziende.

Nella seconda parte del dibattito si tratta soprattutto di convivenze ed emerge l’esigenza di rendere leciti i contratti prematrimoniali, attualmente non vietati dalla legge ma considerati nulli dalla giurisprudenza dominante.

Giacomo Oberto, Giudice del Tribunale di Torino, riconosce che i motivi che ostacolano i patti prematrimoniali non hanno basi giuridiche; “se i coniugi possono disciplinare il regime patrimoniale, perché non dovrebbero stabilire accordi economici per l’eventuale crisi?”.

In proposito incoraggia i notai a stipulare contratti prematrimoniali che, a suo avviso, in mancanza di una norma di legge contraria, non potrebbero essere sanzionati come nulli a sensi dell’art. 28 L.N..

Del resto i contratti prematrimoniali fanno parte della nostra tradizione, dal diritto romano all’epoca moderna.

Nel pomeriggio ci sono gli interventi del Presidente di FederNotai Carmelo Di Marco, già integralmente riportato da FederNotizie, e del Presidente della Cassa Nazionale Mario Mistretta Il quale presenta dati che non possono non destare qualche preoccupazione.

Il 70 per cento dei notai ha un reddito mensile netto di euro 5.000, ma l’11 per cento ha un reddito mensile inferiore a 2.000 euro. Di conseguenza la Cassa deve rivedere le modalità dell’assistenza; infatti siamo arrivati al massimo della pressione previdenziale e dobbiamo investire con estrema prudenza perché non ci è consentito sbagliare.

Dovrebbe parlare ancora il Presidente Nazionale Lombardo ma preferisce lasciare la parola a Massimo Palazzo presidente della Fondazione, a Gabriele Noto che ci aggiorna sul progetto dei dati statistici, e a Michele, Nastri Presidente di Notartel, che ne espone i lavori e termina chiedendo a tutti ad imparare ad utilizzare queste nuove tecniche perché saranno essenziali per la sopravvivenza della nostra categoria.

Tra un intervento e l’altro ospitiamo anche Renato Schifani che come sempre ci blandisce dicendo che le professioni non dovrebbero essere interessate dalle norme sulla concorrenza e in particolare dovrebbe esserne del tutto estranea la figura del notaio, il quale ha funzione essenziale per la certezza delle transazioni.

Poi arriva al sodo e fa pubblicità per il voto al “no costruttivo” (non meglio spiegato) al referendum.

E nella sala si applaude!

Siamo in piena campagna elettorale.

Infine vengono presentati gli ordini del giorno, in tutto 23. Molti dei quali, in vista della riforma del codice deontologico, vertono sulla sua stesura.

Colpisce che vi si trovino i soliti vecchi problemi spesso portati avanti da colleghi giovani e meno giovani: si auspica il rispristino della tariffa, la fissazione di tetti repertoriali, la difesa della sede, la proibizione di sedi secondarie fuori dal distretto, il mantenimento del trattamento pensionistico solidaristico.

E ancora oggetto degli OdG sono altre “novità” quali il divieto di avvalersi di procacciatori di affari, la personalità della prestazione, la non ammissibilità di ricorso all’outsourcing (non manca tuttavia chi, al contrario, dica che non deve essere negata la possibilità di affidare fasi della prestazione a collaboratori interni ed esterni allo studio sotto il controllo del notaio); insomma temi che dimostrano sia come viviamo (soprattutto i colleghi più giovani) un momento di grave difficoltà, sia la totale mancanza di apertura della categoria ai tempi attuali.

Qualche argomento è più interessante: si chiede che CNN controlli la legittimità di organizzazioni come Euroservizi per notai srl e i casi di procedure easy per i riscatti leasing ed anche che si esprima se ed in quale misura ritiene che la funzione notarile sia compatibile con la mediazione, dal momento che alcuni di noi già fanno mediazione, venendo ad accordi con le agenzie.

Si chiede che la categoria venga informata sul numero dei sinistri e sulla loro natura, che fissi delle certezze nel dies a quo per il termine di prescrizione, ed orienti la politica assicurativa ad arrivare alla sentenza.

Nel complesso tutte richieste che non possono che conseguire una massiccia approvazione dell’assemblea, esattamente come succederà il successivo sabato mattina.

Iniziano gli interventi programmati e poi verso le 19 andiamo ciascuno verso le rispettive serate più o meno di gala.

Sabato 29 ottobre

Si inizia con gli interventi dei colleghi; ricordo soltanto quelli che ho trovato più incisivi:

  1. la collega Alessandra Mascellaro, direttore di FederNotizie, illustra il lavoro di alcuni redattori (che verrà pubblicato a Milano il giorno 11 novembre in occasione di un convegno in materia di deontologia), con il quale sono state visionate più di 500 sentenze di COREDI, di Corti di Appello e di Cassazione. In proposito evidenzia che i giudici non parlano più di fattura, ma ci invitano ad assumere regole deontologiche di equilibrio tra professionalità e livello dei compensi;
  2. il collega Luca Donegana auspica che la piattaforma delle aste, approntata dal CNN per gestire procedure concorsuali ed aste, sia a disposizione di ogni collega in modo da evitare che gruppi esigui di notai sfruttino un sistema pagato da tutti noi. Il regolamento che CNN deve redigere in materia dovrà essere molto rigoroso nel garantire che la piattaforma sia utilizzabile da tutti;
  3. il collega Andrea Dello Russo ricorda l’evento sulla previdenza notarile tenutosi lo scorso 27 giugno, durante il quale sono emerse proposte per rivedere le aliquote contributive soggettive, ampliare la conoscenza della previdenza notarile, individuare nuove forme di assistenza e beneficiare di fondi europei; infine ritenendo che chi si candida alla Cassa debba essere competente, auspica che vengano fatti preventivi corsi formativi per i candidati;
  4. il collega Edoardo Rinaldi definisce ottimistico il discorso del Presidente nei limiti in cui tale ottimismo è basato sulla presenza dei tre ministri al congresso, visione che consolida la politica delle consiliature precedenti. Ritiene che la nostra politica non debba fidare sulla approvazione di tre ministri che hanno votato il decreto concorrenza, ma nella solidarietà tra noi, le imprese e i contribuenti; dobbiamo promuovere il nostro ruolo tra imprese e cittadini in modo da non essere più attaccati dall’antitrust. Chiede quale sia il programma della consiliatura e perché non sia ancora iniziata la campagna pubblicitaria che tutti ritengono essenziale;
  5. Roberto Dante Cogliando ricorda che le Scuole istituzionali del notariato sono state superate da quelle private in numero di iscritti; dobbiamo finanziare le prime e riorganizzarle per consentire la formazione del notaio e non del concorrente;
  6. Dino Falconio di Notaract dice che dobbiamo continuare a combattere e non abbassare la guardia perché quello conseguito dopo il decreto concorrenza è solo un mezzo successo. Si dichiara anche soddisfatto dei discorsi di Noto, Palazzo e Nastri che rappresentano un buon programma per tutto il notariato.

Mario Mistretta e Salvatore Lombardo rispondono agli interventi e agli OdG che riguardano argomenti di competenza rispettivamente della Cassa e del Consiglio. Entrambi esauriscono puntualmente le richieste fatte dai colleghi.

In particolare il Presidente Salvatore Lombardo spiega alla platea ingenua e incompetente che siccome lui non è Mago Zurlì, è inutile chiedergli di fare le leggi (o meglio chiederlo al CNN, ma il Presidente parla in prima persona) perché è competenza di altri; inoltre, a scanso di equivoci, ci informa chiaramente di non credere nella democrazia diffusa, quindi … “ascolteremo tutti ma poi decideremo noi”.

Rispondendo alla richiesta di risparmi alle spese, ricorda come ormai i Consiglieri e i componenti le commissioni, durante le riunioni, si alimentino a panini e banane e potrebbero esserci seri danni alla loro salute se si pensasse di eliminare anche questi poveri mezzi di alimentazione.

A parte le facezie, le risposte sono soddisfacenti e dopo i due interventi si aprono le votazioni.

Anche in questo congresso ci avvaliamo dei cellulari per votare, e il sistema … funziona!

Come previsto gli OdG sono quasi tutti approvati con poche discussioni e quindi si passa al discorso finale del Presidente, prima della pausa pranzo.

Ad ascoltarlo, insieme a tutti noi, seduta in prima fila, per la prima volta nella storia congressuale c’è anche la Signora Lombardo, First Lady, vestita di rosso, con grandi occhiali da sole, bella ed elegante, che aveva assistito anche ai lavori dell’intera mattina e del giorno precedente.

Il Presidente si stupisce che un OdG parli di programmi del CNN, perché i precedenti Consigli non ne hanno mai fatti; si chiede come mai improvvisamente ci si accorga che non ci sia un programma, la cui mancanza del resto non ha mai ostacolato il lavoro del Consiglio Nazionale.

All’interno del CNN avviene quello che succede in tutti gli organi collegiali: c’è dibattito democratico e si lavora insieme anche se con idee diverse.

Il Presidente cerca di infondere coesione e ottimismo, invitandoci ad eliminare atteggiamenti di supponenza che ci hanno attirato antipatie. Non si possono pretendere grandi risultati dai rapporti con la lenta burocrazia ministeriale, e anche i rapporti con i politici non si improvvisano.

Con riferimento agli interventi che lamentavano il notevole calo di iscritti alle scuole istituzionali del notariato ed alla pratica notarile, il Presidente dice che dobbiamo impegnarci affinché le nostre scuole funzionino meglio delle altre, e che i giovani interessati al notariato si riducono perché è venuto meno il maggior guadagno rispetto alle altre professioni. Aggiunge una osservazione che mi ha colpito perché la condivido in pieno: “dobbiamo diffondere l’idea che fare il notaio è bello e vivere la professione credendoci”.

Il Presidente afferma anche che i notai non sono tutti uguali ed è arrivato il momento di farlo sapere pubblicamente perché ci sono colleghi che non hanno capito quale sia il nostro ruolo; deve cambiare la mentalità di chi agisce male perché non ci sono regole che possano modificarla.

Condivido anche (e come si potrebbe non farlo!) che i notai che si comportano male vanno allontanati senza pietà.

Il Presidente si dichiara contrario, non alla riforma elettorale, ma alla creazione di partiti o fazioni interne che spacchino la categoria. Quanto alla comunicazione ritiene che CNN ha già portato avanti molte iniziative e che oggi i consumatori sono con noi perché hanno capito che anche noi siamo cambiati e stiamo dalla parte della gente; dobbiamo far conoscere cosa facciamo e spiegare il nostro lavoro

Termina con un messaggio di ottimismo considerando che, in questo difficile momento economico, la nostra categoria è comunque fortunata e deve guardare al futuro con serenità, lavorando uniti sulle modifiche che dipendono da noi e sollecitando quelle che dipendono dalla politica dove tuttavia sappiamo che si trovano spesso cambiamenti di idee e di fazioni.

Dopo i saluti di rito e l’applauso dei presenti, intorno alle 14,30 ci avviamo verso il pranzo ritardato.

 

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Non sono Mago Zurlì ultima modifica: 2016-11-08T13:27:02+01:00 da Maria Nives Iannaccone
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