D.A.T.? No, grazie.

 

Giovanni De Marchi

La questione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) può avere diversi possibili approcci:

  • opportunità o meno che venga regolamentata la materia;
  • modalità di regolamentazione.

Qui verrà sinteticamente e schematicamente argomentata l’inopportunità che la materia del “fine-vita” venga regolamentato normativamente: non è questione di quomodo, ma di an, e ciò anche perché chi da anni si batte per introdurre nel nostro ordinamento le DAT, o testamento biologico, in realtà lo considera un primo (necessario) passo per giungere a introdurre in Italia l’eutanasia [1]. Continua a leggere

Livelli: brevi note

Sommario:

      1. Cenni storici – nozione – fondamento

  1. Assimilazione del livello all’enfiteusi – normativa applicabile
  2. Estinzione ”ope legis” (Legge 222/1985 – ieri anche Legge 16/1974)
  3. Affrancazione giudiziale ed extragiudiziale dei livelli
  4. Usucapione
  5. Figure affini: gli usi civici
  6. Presenza di livello nell’ambito di procedura di esproprio e di esecuzione forzata
  7. Conclusioni

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La comunicazione non verbale è un diritto dei malati di SLA

La strada è stata ormai segnata e la battaglia di civiltà che si sta portando avanti comincia a raccogliere i suoi frutti concreti.

Dopo la “spinta” che il notariato ha dato a partire dal Congresso di Milano del 2015 (http://www.federnotizie.it/tecnologia-e-diritto-dal-puntatore-ottico-alla-firma-grafometrica/) ripresa in occasione della giornata dei #notaixilsociale dello scorso 3 aprile, arriva anche il primo provvedimento giudiziario che esclude esplicitamente la necessità della nomina di un interprete, ai sensi degli artt. 56 e 57 della legge notarile, per un soggetto affetto da Sclerosi laterale amiotrofica munito di puntatore oculare per comunicare.

Il Tribunale di Venezia qui pubblicato 1 ha infatti rigettato l’istanza per la nomina dell’interprete ritenendo idonea la comunicazione non verbale del soggetto malato di Sla, sulla base del principio che non vi è alcun problema a comprendere “il valore del significante e svelarne il significato”.

Questo provvedimento è importante soprattutto perché ribadisce un principio fondamentale già espresso in precedenti provvedimenti giudiziarie e condiviso anche dall’Archivio notarile di Milano deputato ai controlli sugli atti dei notai (http://www.federnotizie.it/testamento-pubblico-e-sla-la-comunicazione-non-verbale/#more-2764): i pazienti affetti da SLA hanno il diritto alla comunicazione non verbale, mediante l’utilizzo di un comunicatore a puntamento oculare.

Siamo convinti che i notai ne faranno tesoro nell’applicazione evolutiva delle norme.

Il notariato per il sociale

Il tre aprile a Roma si è svolto un interessante convegno con l’ambizioso scopo di discutere del ruolo del notariato nelle esigenze sociali.

Lo slogan è stato: “Sensibilizziamo l’opinione pubblica, sosteniamo il terzo settore“.

Il programma era ampio e denso di nomi noti nel settore, ma anche inusuale perché diviso in tre tavole rotonde inerenti rispettivamente la legge “Dopo di noi”, i diritti civili e le convivenze con il testamento biologico, e la riforma del terzo settore con accenni anche alla società benefit. Continua a leggere

Il centoquarantunesimo carattere

Arrigo Roveda

Gli ultimi venti anni di vita politica italiana, contraddistinti dal tentativo di perseguire un obiettivo maggioritario e quindi una bi polarizzazione delle forze politiche, hanno determinato una convergenza verso il centro delle forze politiche stesse, concentrate nel cercare di prevalere ottenendo il consenso dell’elettorato mediano non fortemente ideologizzato.

E’ un percorso questo che ha di fatto anestetizzato la contrapposizione che aveva caratterizzato la politica del dopo guerra (cosiddetta prima repubblica) ed ha portato a radicalizzare il dibattito ed il confronto non su temi o programmi quanto sulle persone. Continua a leggere

Negoziazione assistita: per trasferire immobili occorre il notaio

dott. Roberto Triola, magistrato

già Presidente di Sezione della Corte di Cassazione

Secondo il Tribunale di Pordenone ai fini della trascrizione dell’accordo raggiunto a seguito della convenzione assistita, di cui all’art. 6, terzo comma, d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito dalla l. 10 novembre 2014, n. 162, che contengano trasferimenti immobiliari, non sarebbe necessaria l’autenticazione della sottoscrizione delle parti.

Tale conclusione, in aderenza ad una “prospettiva esegetica costituzionalmente orientata” sarebbe giustificata dal fatto che il terzo comma dell’art. 6, cit., stabilisce che l’accordo in questione “produce gli effetti e tiene luogo” dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, ed i provvedimenti giudiziali in genere non richiedono autenticazione delle sottoscrizioni da parte di ulteriori pubblici ufficiali a ciò autorizzati. Continua a leggere